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Per i candidati DS-Margherita il fatto nuovo di queste elezioni è l'accordo tra Ulivo e SVP. E' certamente un fatto nuovo, ma è quanto di peggio il Trentino e gli italiani dell'Alto Adige potessero attendersi. Tale patto, infatti, fa sì che in Alto Adige a decidere chi rappresenterà gli italiani sia la SVP, necessariamente uno succube ai suoi interessi (e per non sbagliarsi lo ha scelto fuori Regione) e in Trentino qualche autonomista voterà per sbaglio l'Ulivo pensando che la stella alpina della SVP sia quella sempre votata come PATT alle politiche. Quel simbolo doppio, stella alpina SVP-Ulivo rutellato, rappresenta i trenta denari del tradimento della Margherita dellaiana e dei DS, tradimento dei trentini con la distruzione di fatto della Regione, come voleva la SVP, e tradimento degli italiani dell'Alto Adige togliendo loro la libertà di scegliere da chi farsi rappresentare a Roma, come voleva la SVP. Con che coraggio l'Ulivo per Rutelli (Anderle e Detomas, Betta e Olivieri. Kessler e la Cogo, Boato e Michelini, ecc.) viene a spacciare per buona la corda con la quale ci impiccano? Dicono che se la Casa delle Libertà otterrà la maggioranza, è in pericolo la stessa libertà. Ma sono gli stessi che non molti anni fa condividevano la medesima ideologia che ha creato dittature e milioni di morti in tutto l'Est Europeo; sono gli stessi che nel '68, nel '69 e negli anni '70 coprivano l'estremismo rivoluzionario marxista che usava la violenza, sono gli stessi che predicavano l'uso della violenza come levatrice della storia e che rimproveravano di revisionismo i socialdemocratici perché democratici e di essere servi dei capitalisti Degasperi, i democratici cristiani e i liberaldemocratici perché alleati dell'America; avessero almeno il pudore di tacere e riconoscere che è grazie ai tanti democristiani e ai tanti laici liberaldemocratici e socialdemocratici che sono nella Casa delle Libertà se l'Italia ha goduto finora della libertà e della democrazia... Dellai ha concordato con la SVP il candidato italiano dell'Ulivo rutellato di Bolzano, imponendo ai popolari bolzanini un candidato di fuori regione; ma si è ribellato quando la Margherita nazionale con a capo Rutelli ha imposto Mattarella, ministro popolare, candidato al proporzionale. Chi di spada ferisce, di spada perisce. Non si può scambiare la difesa dell'autonomia politica con la difesa delle proprie convenienze per pagare sia la SVP, sia il debito nei confronti di Grandi, che a Comano gli ha consegnato le chiavi del PPI tradendo all'ultimo minuto i suoi amici. Errori di presunzione, come tanti fatti in precedenza e che fanno pagare al Trentino l'impotenza politica. Il diavolo aiuta a fare le pentole, ma non i coperchi, e ciò vale anche per Grandi! Trentini, "su co le recie": votando l'accoppiata SVP-Ulivo rutellato date il voto a candidati che non potranno di dire di no alla SVP; e alla SVP dell'autonomia del Trentino non interessa niente; anzi, se l'Alto Adige resta da solo, è più facile difenderne gli interessi, le buone dotazioni finanziarie, senza la palla al piede dei trentini. Basta vedere che cosa sta succedendo per l'iniziativa sulla Ferrovia del Brennero, dalla quale la provincia di Trento è stata esclusa. Non per niente la SVP, con il "patto scellerato" con Dellai e i DS, ha svuotato e sta svuotando la Regione di ogni competenza reale, rendendola un guscio vuoto. Il prossimo passo la sua morte anche formale: basta sentire cosa dicono ai loro quelli della SVP. Lo stesso Mancino lo ha recentemente detto alla Cogo e a Leveghi a Trento, i quali però tacciono. Ma senza la Regione il Trentino perde il fondamento della sua speciale autonomia. Le altre Regioni, il Veneto, la Lombardia, non faranno grazia ai trentini da soli. E allora poi industriali, operatori turistici, contadini, dipendenti pubblici, famiglie, trentini tutti non lamentatevi se torneremo indietro, se ci priveranno delle risorse che ora abbiamo. Uomo avvisato... Il voto è vostro, la nostra parte l'abbiamo fatta. Secondo gli slogan dell'Ulivo rutellato, la Casa delle Libertà penserebbe agli interessi di pochi ricchi, mentre l'Ulivo agli interessi dei molti, della gente normale o povera; in cinque anni il centrosinistra si è retto sull'alleanza tra grande impresa capitalistica, da Agnelli in giù, e CGIL, facendo pagare i costi del risanamento alle famiglie e alle piccole imprese, commercianti, artigiani, albergatori, coltivatori diretti; è aumentato il numero delle famiglie povere e sono aumentati tremendamente i profitti della grande impresa, che trova il modo di pagare poche tasse quando va bene e di scaricare i costi sullo Stato quando va male; trentini, credete più ai fatti che alle belle parole! La moralità pubblica per l'Ulivo rutellato non albergherebbe nella Casa delle Libertà: avendo un leader come Berlusconi, ricco e con molte attività imprenditoriali, le scelte politiche sarebbero troppo condizionate dai suoi interessi! A parte il fatto che proprio il fatto che si conoscono quali sono gli interessi imprenditoriali di Berlusconi rende possibile il controllo delle decisioni e rende trasparente il rapporto tra politica e affari (mentre così non accade per gli interessi nascosti cui serve l'Ulivo, interessi di chi non sta direttamente in politica per meglio farseli coltivare da altri), in questi anni l'Ulivo, con la scusa del riordino, ha spazzato via da incarichi di responsabilità chiunque non fosse al servizio dei suoi interessi, dirigenti della Pubblica Amministrazione, amministratori di banche e di enti economici controllati dal Governo, amministratori di enti culturali e di ricerca scientifica, responsabili di organismi sportivi, gli stessi esponenti di organi di controllo della contabilità dello Stato, RAI, ecc. E questa sarebbe moralità pubblica?
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