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Quanto Renzo Gubert è riuscito a realizzare stando all'opposizione è soltanto una piccolissima parte di quanto egli ha proposto, ma la maggioranza di centrosinistra non ha voluto accettare. Se andrà di nuovo a Roma continuerà ad insistere su alcuni obiettivi, e se sarà in maggioranza con la Casa delle Libertà è certo che avrà più possibilità di raggiungerli. Gli obiettivi per i quali si sente più impegnato, nell'ambito del programma della Casa della Libertà e sollecitando in ogni caso i colleghi parlamentari e il Governo al riguardo, sono i seguenti: in materia di politica economica: 1. dare voce alle categorie professionali e alle aree di imprenditorialità meno forti, meno capaci di imporre attenzione alle loro giuste esigenze per il prevalere o dei grandi sindacati o della grande impresa; particolare attenzione all'artigianato e alla piccola industria, all'agricoltura di montagna, all'impresa familiare commerciale, di servizio e turistica, alla vera impresa cooperativa; 2. destinare le necessarie risorse per ammodernare la rete infrastrutturale, specie nelle aree a morfologia più difficile; in questo quadro per il Trentino procedere ad ammodernare la ferrovia del Brennero, anche con il tunnel di base; favorire la dotazione dell'autostrada del Brennero della terza corsia o, dove possibile, prevedendo percorsi autostradali alternativi; favorire il completamento della superstrada della Valsugana e l'ammodernamento della ferrovia Venezia-Trento; decongestionare il traffico della Valsugana prevedendo la bretella autostradale in galleria tra la Valdastico e la Valle dell'Adige, previo controllo dell'inquinamento negli sbocchi, risolvere i problemi della viabilità principale di vallata; 3. proporre misure specifiche per la tutela e lo sviluppo delle aree svantaggiate del paese, con particolare riguardo alle aree montane, impegnando il Governo a modificare gli orientamenti liberisti dell'Unione Europea che faviscono la grande impresa e l'omologazione globalizzante; in materia di politica sociale: 1. garantire una più alta protezione sociale di chi, non per sua scelta, si trova in difficoltà a vivere in modo dignitoso, con redditi insufficienti o con bisogni particolari di cura (anziani non autosufficienti, invalidi, handicappati, malati di mente, ecc.); usare le risorse pubbliche in modo da valorizzare, aiutandole, le risorse di solidarietà esprimibili da famiglia, rete di parenti, amici e vicini, associazioni, enti; offrire in ogni caso una garanzia pubblica qualora sia l'unica possibile; prevedere forme specifiche di sollievo dei familiari quando i compiti di cura sono particolarmente gravosi; 2. favorire la formazione e la stabilità della famiglia fondata sul matrimonio di uomo e donna; proseguire in modo più deciso nel rendere compatibile essere genitori, svolgere il proprio ruolo di cura ed educativo, con l'esercizio di una propria professione, in ogni caso riconoscendo il valore sociale del ruolo delle persone che si dedicano esclusivamente ai compiti familiari; eliminare l'ingiusta maggiore pressione fiscale, in rapporto alla capacità contributiva, che tuttora grava sulle famiglie con figli e favorire il superamento delle condizioni economiche e culturali che hanno portato gli italiani a generare ormai solo un figlio per coppia; 3. per l'accesso a casa, lavoro pubblico o protetto, misure di aiuto e solidarietà, dare priorità ai locali e successivamente ai connazionali rispetto agli immigrati; prevedere per gli immigrati regolari, fermo restando il soddisfacimento dei loro bisogni essenziali e l'aiuto di solidarietà sociale volontaria nei loro confronti, una gradualità nel diritto di accesso ai benefici sociali (casa, sostegno al reddito, ecc.) e al diritto di voto in relazione alla durata della loro permanenza e alla mancanza di reati di rilievo sociale; 4. limitare l'immigrazione a quella strettamente necessaria, non considerando la trasformazione della società italiana (e trentina) in società multietnica e multireligiosa come un obiettivo positivo da perseguire o come una ineluttabile necessità, ma solo come temporanea conseguenza di carenze nella politica demografica e nella programmazione degli investimenti produttivi; è il capitale a doversi spostare dove c'è lavoro e non viceversa, pena gravi problemi sociali per chi emigra e per chi ospita gli immigrati; In materia di diritti della persona e degli esseri viventi: 1. tutelare la vita di ogni essere umano dal suo concepimento alla sua morte naturale; rivedere di conseguenza la legge che dà alla madre potere assoluto di uccidere i figli nel proprio grembo, ridare dignità alla donazione d'organi eliminando la sua presunzione e dando più certezze che l'espianto avvenga dopo la morte effettiva, non a cuore che batte; no all'accanimento terapeutico che trasforma in malati artificiali di AIDS coloro cui si trapiantano arti di altri e trasforma i malati terminali in casi sui quali compiere sperimenti medici o farmaceutici; no all'eutanasia, no a trattare le salme umane come rifiuti da incenerire per risparmiare spazio e noie; ripristinare per tutti il diritto alla tomba di famiglia; no a sepolture in serie con le ruspe; sepoltura con nome e cognome degli esseri umani abortiti; 2. vietare manipolazioni genetiche di esseri umani, anche se appena ai loro inizi; vietare esperimenti di manipolazione genetica di animali e vegetali che escano dall'alveo delle possibilità di modificazioni genetiche producibili spontaneamente dalla natura; tutelare la varietà del patrimonio genetico animale e vegetale; tutelare la qualità dell'ambiente fin tanto che ciò non danneggi l'uomo, il suo diritto ad usare delle cose, degli animali e delle piante per i bisogni fondamentali della propria vita; In materia di istituzioni e servizi pubblici 1. rendere più efficace ed efficiente la Pubblica Amministrazione nel servire il bene comune e in generale i cittadini che si rivolgono ad essa; semplificare procedure a abbreviare i tempi di decisione; evitare la sua politicizzazione anche nella dirigenza ed invece valorizzarne l'autonoma professionalità; qualificare professionalmente gli addetti pubblici ad un livello mediamente superiore a quello del settore privato, con adeguato riconoscimento economico; 2. rivedere la riforma dei cicli scolastici, salvaguardando l'autonomia della scuola elementare; rivedere la riforma dei corsi di studio universitari e in particolare la formula 3+2, lasciando la formazione professionale prevista nella laurea di tre anni al campo dell'istruzione professionale post-secondaria, mantenendo la specificità degli studi universitari; riconoscere una reale autonomia delle scuole e delle università, da centrare sul servizio al ragazzo e al giovane e alle loro famiglie; dare attuazione al principio della libertà di educazione sia nella scuola statale sia eliminando i costi aggiuntivi della scelta di una scuola non statale; dare riconoscimento al grande valore educativo-culturale per tutti dell'insegnamento della religione cattolica; rivedere i programmi scolastici di materie umanistiche in modo da considerare le specifiche esperienze storiche e culturali locali e regionali delle quali si compone la nazione italiana; investire di più nella ricerca scientifica, anche in quella di base ed umanistica; collegare meglio università e ricerca; togliere la politicizzazione introdotta nel governo degli enti di ricerca; 3. riformare l'assetto delle televisioni, facendo della televisione pubblica un servizio pubblico di informazione imparziale, di crescita culturale e sociale, eliminando da essa pubblicità e programmi di mero fatuo divertimento; vietare l'interruzione pubblicitaria dei programmi; togliere la concessione alle emittenti che in modo recidivo trasmettono pornografia o che violano con trasmissioni diseducative, in orari non consentiti, le regole poste a tutela dei minori; togliere ogni sovvenzione pubblica (arrivando anche alla non autorizzazione alla proiezione) a film che ostacolano la crescita e lo sviluppo della persona umana, tra i quali quelli pornografici, previa valutazione di Commissioni nelle quali siano prevalenti i rappresentanti degli utenti e delle associazioni familiari; per quanto possibile introdurre forme di controllo, al medesimo fine, di ciò che è immesso nelle reti comunicative tramite computer; 4. trasformare l'Italia in uno stato confederale, nel quale le regioni assumano il ruolo di stati federati, con riferimento al modelli dei cantoni svizzeri, comunque salvaguardando da un lato le autonomie speciali e dall'altro il valore della solidarietà nazionale; 5. correggere l'ultima revisione dello Statuto della Regione Trentino-Alto Adige, riconoscendo il valore e l'autonoma consistenza dell'ente Regione; ciò richiede il ridare ad essa la competenza sull'elezione del proprio Consiglio Regionale, il conservare le competenze amministrative almeno sul Tavolare quale istituto che testimonia la comune storia regionale, l'assegnare ad essa nuove competenze quali giustizia, polizia regionale, infrastrutture e servizi di rilievo sovraprovinciale; in tal modo, opponendosi all'eutanasia della Regione compiuta dal centrosinistra assieme alla SVP, ripristinare l'aggancio internazionale della speciale autonomia trentina al Patto Degasperi-Gruber; conservare, infine, gli attuali strumenti di autonomia finanziaria delle Province Autonome e della Regione Autonoma; In materia di globalizzazione, politica europea ed estera: 1. aiutare in modo più significativo i paesi poveri, soprattutto a sviluppare una loro capacità di mettere in grado i loro popoli di vivere in modo dignitoso e con ragionevoli prospettive di miglioramento; al riguardo valorizzare il contributo della cooperazione non governativa e dei missionari; 2. favorire gli investimenti produttivi italiani nei paesi nei quali vi è grande disponibilità di manodopera ma scarsità di capitali, con particolare attenzione ai paesi nei quali più forte è la propensione ad immigrare in Italia; 3. tutelare la varietà delle culture, valorizzare la molteplicità delle appartenenze sociali, combattendo ogni forma di omologazione globalizzante; orientare la costruzione europea verso un modello confederale, con ampia autonomia degli Stati ed entro gli Stati delle unità regionali e locali; valorizzare la funzione protettiva dei confini europei, nazionali e regionali quando essi servono a tutelare società e culture deboli rispetto a quelle dominanti o agli interessi delle grandi centrali del potere economico e finanziario; valorizzare la specificità dell'identità culturale trentina, sia per la presenza delle minoranze germonofone e ladine, sia per il suo essere area di mediazione tra cultura italiana e cultura tedesca, con tradizione autonomista millenaria, nel particolare contesto alpino; favorire la collaborazione transfrontaliera anche dal punto di vista istituzionale, con particolare riferimento al Tirolo storico; 4. rafforzare l'Unione Europea per quanto attiene alla difesa e alla politica estera comune; cautela nell'allargamento dell'Unione, considerandone i riflessi sulle economie dei paesi membri e dei nuovi e quindi prevedendo periodi transitori adeguati; rafforzare nell'Unione il ruolo delle regioni e delle euroregioni, pur orientandone la struttura verso una confederazione di Stati; 5. mai rinunciare alla pari dignità di Unione Europea (e degli stati nazionali entro essa) e USA, nella NATO e in altri ambiti di collaborazione; non dare copertura ad interventi militari decisi in ambito NATO in modo unilaterale o con l'assenso solo di qualche stato europeo; perseguire in modo coerente l'obiettivo della pace e dell'uso a tale scopo delle Forze Armate, ammodernandone la dotazione e migliorandone il trattamento; 6. rafforzare l'ONU e le sue varie organizzazioni, prefigurando un sistema globale di governo che favorisca la pace e la cooperazione tra i popoli, contrasti gli attentati all'identità e agli interessi di ciascun popolo che possono scaturire da organizzazioni private interessate al controllo mondiale della cultura e dell'economia. |
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