Renzo GUBERT – Chi è?

Nato a Primiero l’11 agosto 1944, primo di dieci figli, padre primierotto (Turra di Pieve la nonna) e madre “fiamaza” (Delmarco di Castello il nonno e Paluselli di Panchià la nonna), famiglia di piccoli contadini in affitto, con il padre che, per necessità, lascia il lavoro agricolo a moglie e figli e fa il manovale stagionale nell’edilizia.

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Premi straordinari per congedi parentali paterni al fine di far crescere l’occupazione femminile?

di il 6 Agosto 2017 in famiglia con Nessun commento

Sul “Trentino” di domenica 25 giugno è riportata la notizia di un premio straordinario di 500 euri mensili a quei papà che hanno fruito o fruiranno di un congedo parentale di almeno un mese (ridotto alla metà per congedo di almeno 15 giorni) per assistere figli di età non superiore a 12 anni. L’obiettivo quello di favorire l’occupazione femminile.
Primo rilievo: come si può favorire l’occupazione femminile se il premio straordinario è dato retroattivamente, a partire dal settembre 2015 e termina con la fine del prossimo anno? Un incentivo non funziona retroattivamente! Un minimo di logica. Si tratta solo di una mancia non piccola per chi si è “comportato bene” nel passato. A questo servono i denari dell’autonomia speciale?
Secondo rilievo: che un premio aggiuntivo a quanto già altre leggi prevedono per il congedo parentale per i padri serva a incrementare l’occupazione femminile è arduo da provare: bastano poche settimane di congedo del padre per far assumere una donna? E per quanto tempo? O per convincere la gran parte dei datori di lavoro che mediamente è meglio assumere donne? L’Agenzia non lo dice.
Terzo rilievo: che per il bene del bambino sia meglio essere curato dal padre invece che dalla madre è solo un assunto ideologico del quale l’Agenzia del Lavoro si fa silente portatrice. L’obiettivo che guida l’Agenzia (come molta cultura “politicamente corretta”) è quello di aumentare il tasso di occupazione femminile, come se fosse un male sociale se delle madri scelgono di svolgere più dei padri il lavoro di cura dei figli. E’ un male che va per l’Agenzia, corretto, spendendo soldi pubblici a tale fine. Non conta nulla il bene del bambino e la libertà di decisione dei genitori? E poi la Provincia si vanta delle politiche familiari!
Quarto rilievo: perché pretendere di convertire al congedo parentale maschile con premi straordinari anche chi non risiede in Trentino, ma vi lavora in parte (oltre a chi vi risiede, ma non è cittadino italiano)? Vogliamo premiare per il passato o attirare per il futuro immigrati da fuori provincia alla condizione che si siano i maschi a curare la prole?
Ultimo rilievo: cinquecento euri al mese, anche retroattivi, dati solo per realizzare un modello di divisione dei compiti familiari gradito ai governanti, e dati solo a chi ha un lavoro dipendente, suonano come schiaffo a chi, padre, non ha lavoro, a chi, donna, ha rinunciato al lavoro per educare e curare i figli. Ma in che Trentino viviamo?

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