Renzo GUBERT – Chi è?

Nato a Primiero l’11 agosto 1944, primo di dieci figli, padre primierotto (Turra di Pieve la nonna) e madre “fiamaza” (Delmarco di Castello il nonno e Paluselli di Panchià la nonna), famiglia di piccoli contadini in affitto, con il padre che, per necessità, lascia il lavoro agricolo a moglie e figli e fa il manovale stagionale nell’edilizia.

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Giusta la proposta di don Marcello Farina di fare sciopero della messa per protesta contro scelte relative a immigrazione?

di il 31 Dicembre 2019 in religione con Nessun commento

Non mi sarei mai atteso da un sacerdote, don Marcello Farina, la proposta nel corso di un’omelia di non celebrare la messa la domenica a sostegno di un’opinione politica concernente le politiche di affronto del problema immigrazione. Giustamente il vescovo ha ricordato come la messa serva per vivere più coerentemente il vangelo. Usarla come oggetto di uno sciopero o di una “serrata” dei preti mi sembra uno svilimento, una strumentalizzazione del proprio ministero di celebrazione dell’eucarestia.

Non ho mai sentito don Farina proporre nulla di simile per leggi che consentono e finanziano con denaro pubblico l’uccisione di essere umani nel grembo materno perché indesiderati, né mai egli si è distinto in dure condanne al riguardo. Lo fa su un tema nel quale le soggettive valutazioni politiche di opportunità hanno un peso assai maggiore di quello in merito alla tutela della vita umana. Di fronte a un cambiamento nelle politiche verso gli immigrati clandestini cui non è riconosciuto il diritto di asilo si può dissentire. Si poteva suggerire una fase di transizione che tenga conto delle aspettative delle persone consolidate da scelte politiche precedenti. Ma si è di fronte a una questione che non è di vita o di morte. Manca il senso della misura. Vi è un’intrusione clericale in un ambito di responsabilità dei laici. Vi è una strumentalizzazione clericale di un sacramento. Un prete ha molti strumenti per dare un insegnamento di morale. Si è ceduto al desiderio di clamore mediatico, facendo perdere autorevolezza all’insegnamento morale.

scritto 4 marzo 2019

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