Egregio Direttore del T
l’editoriale di mercoledì 6 maggio di Marika Damaggio ha il pregio di porre all’attenzione fondamenti del movimento cooperativo, senza limitarsi ai dibattiti sulle candidature alla presidenza della Federazione trentina della Cooperazione. L’affermazione chiave è che va superata la retorica epica sui pioneri della cooperazione per far diventare la cooperazione laboratorio di realizzazione degli obiettivi ESG (Environmental, Social and Corporate Governance). L’esperienza cooperativa ha avuto e mantiene grande diversità di motivazioni e di modelli organizzativi. Basti pensare che vengono chiamate cooperative sia piccole società con obiettivi limitati e grandi organizzazioni multiscopo di scala nazionale, “potenze economiche consolidate” come le definisce l’editoriale. Nella mia esperienza per la redazione di un piano di sviluppo in Uganda, regione del Karamoja, avevo constatato come le cooperative sperimentate su scala locale non avevano dato buona prova, eppure le condizioni economiche erano simili a quelle che aveva vissuto il Trentino nel periodo dei pionieri. Cosa mancava? Forse mancavano proprio i pionieri della qualità che il Trentino ha avuto. Mancavano persone con i valori che essi avevano. Si possono individuare sfide motivanti relative alla qualità dell’ambiente o sociali o organizzative di più attività, ma quanto tali sfide riescono a motivare azioni economiche che superino le ragioni del profitto? Di fronte a queste i valori della solidarietà dentro la società e tra società, della partecipazione dei soci, dell’impegno sociale gratuito cedono il passo. Giusto rilevare come si faccia spesso solo retorica, ma ciò non deve portare a sostituire i valori che hanno motivato i pionieri della cooperazione con nuove versioni di ideologia “verde” o “social” o “corporate”. Che fondamento hanno tali nuove versioni? Non sarebbe più vicino all’esperienza cooperativa in Trentino richiamare a maggior coerenza con i valori che hanno motivato i pionieri, tra i quali quelli del non asservire le comunità alle ragioni del profitto, anche se mascherate da forme sociali cooperative?
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