Renzo GUBERT – Chi è?

Nato a Primiero l’11 agosto 1944, primo di dieci figli, padre primierotto (Turra di Pieve la nonna) e madre “fiamaza” (Delmarco di Castello il nonno e Paluselli di Panchià la nonna), famiglia di piccoli contadini in affitto, con il padre che, per necessità, lascia il lavoro agricolo a moglie e figli e fa il manovale stagionale nell’edilizia.

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Paolo Piccoli: per risolvere le dissonanze derivanti dalla sua scelta di sinistra muta i connotati politici di Alcide Degasperi

Lettera inviata al Direttore de l’Adige

Su l’Adige di domenica 5 luglio in prima pagina è riportato un commento critico di Paolo Piccoli alla presentazione il giorno precedente del candidato sindaco di Trento Marcello Carli davanti al monumento ad Alcide Degasperi che la DC volle erigere in piazza Venezia. Secondo il notaio, già segretario provinciale della DC ed ora capolista di una lista di appoggio al candidato sindaco della sinistra Ianeselli, si sarebbe trattato di una indebita appropriazione della figura di Degasperi. Evidentemente c’è qualcosa che rimorde la coscienza dell’amico Paolo Piccoli: gli suona un evidente rimprovero non solo da parte degli zii Flaminio e Nilo Piccoli, ma dello stesso Alcide Degasperi, il fatto che abbia abbandonato ogni sentimento di appartenenza al loro partito, la Democrazia Cristiana, per schierarsi con un candidato sindaco che con il cattolicesimo politico e sociale non solo non ha nulla a che vedere, ma che su principi non negoziabili per un cattolico, come la tutela della vita dal concepimento alla morte naturale, sul riconoscimento che la famiglia è quella fondata sul matrimonio di uomo e donna e sulla tutela della piena libertà di educazione, si trova su posizioni opposte.

E allora nega legittimità a rivendicare una continuità di valori e di prospettiva politica a una candidatura che, invece, ad Alcide Degasperi, ma anche a Flaminio Piccoli, del quale Paolo è stato collaboratore a Roma, si richiama. E tace sul fatto non solo che Marcello Carli è stato, ancor giovane, impegnato nella DC di Piccoli e poi in formazioni di ispirazione cristiana come l’Unione Democratico-Cristiana e di Centro, ma tace anche sul fatto che a sostegno di tale candidatura si è schierata la Democrazia Cristiana, partito che ha ripreso l’attività a seguito di sentenze definitive che hanno stabilito in modo definitivo che la DC non è mai stata sciolta. Ricordo che al riguardo mi chiamò a casa sua Flaminio Piccoli, per invitarmi a seguirlo nel suo progetto di ripresa della DC. Questo suo progetto non riuscì, ma ne riuscì uno successivo, dopo la sentenza della Cassazione del 2010, ed ora la DC di Degasperi, di Sturzo e di Moro (queste le figure richiamate nella tessera) è strutturata in tutte le regioni, compreso il Trentino. Proprio giovedì scorso si è tenuta a Roma l’Assemblea della Federazione popolare dei democratici cristiani, sorta per iniziativa della DC per ricomporre la diaspora dei democratici cristiani e dei popolari, ed ha scelto il simbolo per le prossime elezioni, lo scudo crociato, nel quale si riconoscono anche l’UDC e il CDU che tale simbolo avevano utilizzato, con varianti. E a piazza Venezia, futuro piazzale Degasperi, a sostegno della candidatura di Marcello Carli, già vicepresidente di un’associazione cattolica di imprenditori e dirigenti, c’era lo scudo crociato della Federazione e c’erano esponenti della DC trentina.

E’ curioso che Paolo Piccoli censuri il riferimento, anche nei simboli, ad Alcide Degasperi da parte di coloro che del partito fondato e retto da Degasperi fanno tuttora parte, a partire da sue scelte di sostegno a chi fa riferimento a ideologie e prassi che Degasperi combattè da posizioni di centro. Sorprende che un esperto di storia della DC come Paolo Piccoli travisi il senso di una frase detta da Degasperi a un comizio a Predazzo (il senso era la sensibilità alla giustizia e alla solidarietà sociali) per far passare l’idea che Degasperi voleva una DC alleata della sinistra. Per la verità non sorprende poi tanto: la psicologia insegna che in caso di dissonanza interna in una persona, questa cerchi modo impropri di risolverla, convincendosi che siano vere cose che non lo sono. E’ quanto ripetevano esponenti del PPI quando hanno provocato la spaccatura del PPI di Martinazzoli, arrivando alla fine a dissolversi nell’erede principale del PCI, il PD. Degasperi era un democratico cristiano e come tale rifiutava sia gli autoritarismo di destra e di sinistra e univa a ciò l’ispirazione alla dottrina sociale della Chiesa, che a partire da Leone XIII, ha inaugurato una nuova storia del cattolicesimo politico. Mi dispiace che la persona che, in situazione personale mia di grande incertezza, mi incoraggiò in modo decisivo a scegliere l’impegno nella DC come candidato al Parlamento, giunga ora a manipolare la figura di Alcide Degasperi,  trasformandolo in un sostenitore della sinistra, tacendo, allo scopo dei molti pronunciamenti e delle molte scelte che lo hanno fatto avversario deciso della sinistra dei suoi tempi. Ora la sinistra è cambiata, certo, ma in peggio con riferimento ai valori dell’umanesimo  cristiano attinente a principi non negoziabili.  E Paolo Piccoli tace al riguardo.

FINORA NON PUBBLICATA

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