Renzo GUBERT – Chi è?

Nato a Primiero l’11 agosto 1944, primo di dieci figli, padre primierotto (Turra di Pieve la nonna) e madre “fiamaza” (Delmarco di Castello il nonno e Paluselli di Panchià la nonna), famiglia di piccoli contadini in affitto, con il padre che, per necessità, lascia il lavoro agricolo a moglie e figli e fa il manovale stagionale nell’edilizia.

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Comunità trentina per Università di Trento: disinteresse?

di il 21 Febbraio 2021 in comunità, università con Nessun commento

Le prossime elezioni del Rettore dell’Università di Trento hanno dato spunto per interessanti riflessioni pubblicate da l’Adige, ultima quella del prof. Giovanni Pascuzzi. Principale suo rilievo la scarsa attenzione della comunità trentina per ciò che accade all’università. Uno dei motivi, secondo lui, la “chiusura” della stessa Università a rendere pubblici, sul suo sito, gli atti interni, come verbali dei suoi organi, delibere, ecc.. Ho sempre apprezzato le analisi di Pascuzzi, ma in questo caso mi sembra non tenga conto del reale interesse della comunità per gli atti dell’Amministrazione universitaria. L’Università è rilevante per gran parte dei membri della comunità trentina per l’offerta didattica, perché essa incide sulle prospettive di istruzione dei giovani trentini. Per conoscerne i cambiamenti di rilievo di solito basta l’attenzione ai mezzi di comunicazione, stampa e radio-TV. Un segmento molto più limitato della comunità trentina è interessato alle attività di ricerca, pochi operatori economici, politici e culturali, mentre più occasionale è l’interesse per l’attività dell’Università per l’educazione permanente o più in generale per il dibattito culturale in occasione di convegni e conferenze, per la quale anche l’attenzione della comunità non può che essere occasionale e segmentata.

L’università è un’istituzione che vive nella comunità, ma solo per una piccola parte di questa è rilevante, quella parte che si assume il ruolo di guida della comunità, guida politica, culturale, economica, che come tale vede rilevanti soprattutto le relazioni tra comunità locale e l’ambiente esterno, regionale, nazionale, europeo, globale. Il Trentino è luogo parziale di reti di relazioni sovralocali e l’Università (come per lo più gli istituti di ricerca, anche se sostenuti solo dalla Provincia, come lo era anche l’Università), è uno degli attori di tale rete. E alla comunità trentina interessa se la propria università è uno dei foci di rilievo di tali reti di relazione. A tal proposito giocano un peso grande certamente i decisori politici provinciali e nazionali, i responsabili della direzione dell’ateneo e dei dipartimenti, docenti e ricercatori, per come agiscono soprattutto a scala sovra-provinciale. Mi preoccuperei molto di più dell’assenza di Trento tra i responsabili dell’istituzione da poco fatta per la ricerca nel campo dell’Intelligenza Artificiale anziché dei pochi interventi sulla stampa sulla gestione amministrativa assente dal sito dell’Università.

L’Università si muove su orbite diverse da quelle della quasi totalità dei membri della comunità trentina e a chi di questa ha responsabilità di guida deve interessare che il soggetto orbitante non giunga a fine corsa, ma anzi renda incisivo il suo operare. Ricordo che agli inizi del mio ruolo di professore era molto sentito il problema di garantire la residenza a Trento dei professori universitari. Allora il problema stava nel fatto che i docenti non residenti correvano il rischio di orbitare presso altre università, usando Trento, senza investirvi il loro genio, le loro iniziative. Le politiche per la residenzialità, l’aumento di disponibilità di risorse per la ricerca garantite dalla Provincia, la creazione di Istituti di ricerca, specie tramite l’ITC, la chiamata di professori di grande qualità hanno reso l’Università di Trento assai attrattiva, ai primi posti nelle classifiche nazionali e per alcuni settori anche internazionali. Quel problema della residenzialità è stato per gran parte superato, l’Università di Trento ha assunto una sua entitività autonoma di prestigio. Valutiamo, allora, con metro diverso il rapporto tra comunità trentina e Università, non dal numero di lettere o articoli sulla stampa per la prossima elezione del Rettore. Ma sono certo che anche Pascuzzi è d’accordo.

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