Renzo GUBERT – Chi è?

Nato a Primiero l’11 agosto 1944, primo di dieci figli, padre primierotto (Turra di Pieve la nonna) e madre “fiamaza” (Delmarco di Castello il nonno e Paluselli di Panchià la nonna), famiglia di piccoli contadini in affitto, con il padre che, per necessità, lascia il lavoro agricolo a moglie e figli e fa il manovale stagionale nell’edilizia.

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catasto stufe a legna:burocrazia inutile a danno popolazioni montane

di il 16 Dicembre 2016 in autonomia, burocrazia, COMMERCIO con Nessun commento

Nei giorni scorsi mi giunge una lettera della ditta che mi ha installato la caldaia a gas per il riscaldamento e l’acqua calda, invitandomi a prenotare il controllo per l’annuale manutenzione, avvisando che si sarebbe dovuto fare un nuovo libretto. Durante la telefonata di mia moglie per prenotare il controllo, l’esperto della ditta comunica che devono essere censiti in un apposito catasto anche tutti gli apparecchi che usano legna o altri combustibili e che ciò avrebbe comportato un’ulteriore spesa da rapportare al numero di apparecchi. Sorpreso per ciò, controllo via internet la normativa statale e provinciale, la quale obbliga al censimento solo gli apparecchi fissi (purché di potenza nominale complessiva superiore a 5 kw). La ditta, ricontattata, conferma che stando alle istruzioni avute in appositi corsi provinciali, devono essere censiti tutti gli apparecchi, compresi quelli mobili (cucine economiche, stufe), e indipendentemente dalla potenza. Di fronte alle mie rimostranze la ditta, evocando rischi di multe salatissime di migliaia di euri nel caso non procedesse come indicato dai tecnici provinciali, si è rifiutata di procedere al controllo e alla manutenzione della mia caldaia a gas da essa installata. Fin qui la breve cronaca di un episodio che probabilmente riguarda i molti che usano anche o solo legna da ardere.

Credo necessario un chiarimento da parte dell’Assessore provinciale competente e dell’Agenzia provinciale per le risorse idriche e l’energia. Se fosse vero che, contrariamente alle norme scritte, la Provincia abbia istruito i manutentori a registrare nell’apposito catasto (e con oneri a carico del cittadino) anche le stufe e le cucine economiche (“el fogolar” a Trento e lo “spolèr” a Primiero) nonché i caminetti (anche quelli che svolgono ormai solo una funzione estetica di arredamento), siamo all’assurdo. Ad es. a Trento ho una stufetta molto piccola, su un corridoio, che uso forse due – tre giorni all’anno, in caso di forte freddo: dovrebbe essere accatastata, dovrei pagare il corrispettivo, e se il prossimo anno la elimino o la cambio, dovrei procedere alle variazioni del catasto. Idem per due stufe a Primiero che uso pochissimi giorni all’anno, se le uso.

La normativa nazionale (che dice di recepire normative europee – povera Europa!) prevede la possibilità di adattamenti da parte delle regioni e delle province autonome: possibile che in una provincia montana autonoma non si faccia buon uso di tale autonomia? Sarebbe interessante sapere se gli estensori delle norme provinciali vivono nei paesi del Trentino o in città, dove l’uso della legna da ardere è divenuto raro. Per chi vive in montagna, dopo l’orso e il lupo, anche la penalizzazione di chi usa stufe a legna, magari, come nel mio caso, per integrare l’impianto a gas con risparmio di energie non rinnovabili. Mi sorge il dubbio che si ripeta quanto ho visto fare a Roma: per calmare i meccanici che, con la rottamazione delle vecchie automobili, vedevano calare il lavoro, hanno reso più frequenti le revisioni. Forse che in Trentino si vuole dare più lavoro ai manutentori? Che senso ha poi prevedere obblighi di accatastamento e controllo anche per gli impianti allacciati alla rete di teleriscaldamento (come a Primiero?) Rilevo poi un’altra incongruenza della normativa nazionale non rimediata dall’autonomia provinciale: la manutenzione si deve fare secondo le istruzioni del fabbricante la caldaia (nel mio caso ogni anno), mentre il controllo di efficienza energetica, per impianti come il mio, ogni quattro anni. Ma se faccio manutenzione, prescrive la legge, sono obbligato a fare anche il controllo di efficienza energetica (quindi ogni anno!). Che senso ha? Come infine calcolare la potenza nominale di una stufa a legna che ho da decenni? Devo chiamare un tecnico per fare i calcoli e le prove di efficienza? Siamo all’assurdo della burocrazia, europea, italiana e trentina. I trentini si meritano altro!

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