Renzo GUBERT – Chi è?

Nato a Primiero l’11 agosto 1944, primo di dieci figli, padre primierotto (Turra di Pieve la nonna) e madre “fiamaza” (Delmarco di Castello il nonno e Paluselli di Panchià la nonna), famiglia di piccoli contadini in affitto, con il padre che, per necessità, lascia il lavoro agricolo a moglie e figli e fa il manovale stagionale nell’edilizia.

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Renzo Gubert

Renzo Gubert

1. FORMAZIONE

1950-1954 primi quattro anni di scuola elementare, a Tonadico (Trento)
1954-55 Quinto anno di scuola elementare con preparatoria per l'esame di ammissione alle scuole medie presso il Seminario Minore Arcivescovile di Trento
1955-58 Scuola media presso il Seminario Minore Arcivescovile di Trento
1958-60 lavori temporanei a Tonadico e a Fiera di Primiero in qualità di garzone in esercizi commerciali e in impresa artigiana
1960-65 Diploma di ragioniere e perito commerciale presso l’Istituto Tecnico Commerciale A.Tambosi di Trento (media dei voti esame di diploma 8,2/10)
1965-69  Corso di laurea in Sociologia a Trento con tesi su “Teoria sociologica e dimensione spaziale” (relatore prof. Franco Demarchi) con voto 110/110 e lode
1969-73  Borsa di perfezionamento del Ministero della Pubblica Istruzione in sociologia presso la Facoltà di Scienze Politiche dell'Università Cattolica di Milano
1972  Corso di perfezionamento di metodologia della ricerca presso il Graduate Center della City University di New York (prof Edgar F.Borgatta)

2. CARRIERA ACCADEMICA E ATTIVITA' DIDATTICA

1973-74  Assistente incaricato di sociologia urbano-rurale nell'Università di Trento
1974-82  Professore incaricato di Sociologia (corso superiore) alla Facoltà di Scienze Politiche dell'Università Cattolica di Milano
1974-80  Professore incaricato di Sociologia urbano-rurale alla Facoltà di Sociologia dell'Università di Trento.
1976-80  Assistente di ruolo di Sociologia dei fenomeni politici (fino al 1977) e successivamente di Sociologia urbano-rurale alla Facoltà di Sociologia dell'Università di Trento
1980-92  Professore ordinario di Sociologia urbano-rurale alla Facoltà di Sociologia dell'Università di Trento
1990  Maitre de Conférence invité, all'Ecole des Hautes Etudes en Sciences Sociales, Paris
1992-2001 Professore ordinario di Istituzioni di sociologia II alla Facoltà di Sociologia dell'Università di Trento (dal 1994 al 2001 in aspettativa per mandato parlamentare) Dal 2001 in pensione.
 2007-2018 Professore a contratto di Sociologia delle comunità locali alla Facoltà di Sociologia e poi Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale dell’Università di Trento.

3. ALTRE ATTIVITA' DIDATTICHE

1965-67 Insegnante presso l'ENALC di Trento
1967-69 Insegnante di matematica e osservazioni scientifiche alla sezione Seminario Minore di Trento dell'Istituto Sacro Cuore
1974-80 nel periodo; insegnante di sociologia sanitaria e di statistica presso la Scuola per Infermieri dell' Ospedale Civile Santa Chiara di Trento; professore nei corsi di sociologia presso il Carcere di Trento e relatore di tesi di laurea di un ergastolano
 1981 Co-direzione del Corso su “La pianificazione dei centri storici”,  in collaborazione con Istituto Universitario di Architettura di Venezia e Provincia Autonoma di Trento (19/3 – 29/6/1981)
1981-82 Direzione del Corso residenziale su “La metodologia della ricerca come strumento di programmazione degli interventi sociali”, Centro di Cultura dell’Università Cattolica – Passo della Mendola (Trento) (29/6-5/7/1981 e 12 – 18/7/1982)
2009–2011 Seminari di credito su “L’analisi fattoriale”, Facoltà di Sociologia Università di Trento
2016 collaborazione didattica con UNIMONT (Edolo), Università Statale di Milano, 30 novembre, lezione su "Politiche per la montagna dal livello nazionale a quello locale e impatto sulla società"

4. RICERCA SCIENTIFICA
4.1 INTERESSI PRINCIPALI

Valori
Appartenenze territoriali ed etniche
Emigrazione
Sviluppo e Mutamento Sociale nelle scale locale, nazionale, europea e nei paesi economicamente in via di sviluppo
Pianificazione territoriale

4.2 COLLABORAZIONI DI RICERCA PLURIENNALI (EXTRA-UNIVERSITARIE)
1969-1976 Collaboratore dell’Istituto di Sociologia Internazionale di Gorizia
1984-1994 Collaboratore della Federazione Provinciale delle Scuole Materne di Trento
 
5. PUBBLICAZIONI
 
5.1 VOLUMI
 
 La situazione confinaria, Lint, Trieste, 1972, pp.532
 
 L'identificazione etnica. Indagine sociologica in un’area plurilingue del Trentino – Alto Adige, Del Bianco, Udine, 1976, pp.520
 
 La città bilingue, ICA, Bolzano, 1978, pp.229
 
Strutturazione sociale dello spazio urbano e crisi della città, Alcione, Trento, 1979 pp.63
 
Per la tutela delle minoranze linguistiche presenti sul territorio nazionale, Centro di Cultura A.Rosmini, Trento, 1981
 
Educazione permanente, Provincia Autonoma di Bolzano, Bolzano, 1991, pp.115

La differenziazione territoriale dei valori tra regionalità, nazionalità e sovranazionalità. I casi delle aree culturali italiana e tedesca in Europa nei primi anni del Duemila/ Die territoriale Differenzierung der Werte zwischen Regionalitaet, Nationalitaet und Supranationalitaet. Der italienische und deutsche Kulturraum in Europa dei Jahrhundertwende, Dunker&Humblot, Berlin, 2018, pp.390
 
 
5.2 VOLUMI CON CO-AUTORI
 
S.Goglio, R.Gubert, G.Pola, Sulle dimensioni ottimali di produzione di alcuni servizi di competenza della Provincia Autonoma di Trento, Libera Università degli Studi di Trento – Dipartimento di Organizzazione del Territorio, Trento, 1976
 
R.Gubert, A.Gorfer, U.Beccaluva, Emigrazione trentina, Manfrini, Calliano, 1978  (di Gubert L’emigrazione trentina: verso una sua analisi sociologica, pp.9-28)
 
S.Goglio, R.Gubert, A.Paoli, Etnie tra declino e risveglio, Angeli, Milano, 1979 (di R.Gubert, Solidarietà etnica e dimensione spaziale, pp.160-213
 
R.Gubert, G.Pollini, G.Rovati, Giovani, socialità e cultura, Provincia Autonoma di Bolzano, 1984, pp.513 (di Gubert i capitoli 2°, 3°, 4°, 5°, 6° e le Conclusioni)
 
R.Gubert, G.Gadotti, La struttura socio-spaziale di Trento – Contributi sociologici alla pianificazione del centro storico, Angeli, Milano, 1986, pp.374 (di Gubert pp.13-294)
 
R.Gubert, A.Baldessari, S.Bonatta, Proverbi e cultura rurale nel Trentino oggi, Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina, San Michele all'Adige, 1986, pp.212 (di Gubert i capitoli III e IV, pp.103-109)
 
 P.Schiera, R.Gubert, E.Balboni L'autonomia e l'amministrazione locale nell'area alpina, Jaca Book, Milano, 1988, pp.744 (di R.Gubert: Parte II Il profilo sociologico, pp.155-443)
 
R.Gubert, G.Dalle Fratte, C.Scaglioso, L'altra faccia della scuola. Comunità e autonomia-un modello di gestione, Armando, Roma, 1988, pp.508 (di R. Gubert: Capacità di autonomia: un modello causale, pp.266-401)
 
A.A.V.V.,Die Minderheiten im Alpen-Adria-Raum, Alpen Adria, 1990
 
S.Abbruzzese, R.Gubert, G.Pollini, Italiani atto secondo. Valori, appartenenze, strategie per la II Repubblica, Guaraldi, Rimini, 1995 (di R.Gubert, cap.I, La politica, pp.13-34 e cap.III, Relazioni sociali e appartenenze, pp. 63-85)
 
R.Gubert, L.Struffi, P.Venturelli Christensen, Appartenenza territoriale e valori. I risultati delle indagini in Trentino, Angeli, Milano, 2013  (di R.Gubert cap. 1 I mutamenti di valori e sentimenti di appartenenza socio-territoriale in Trentino, pp. 11-69 e cap. 2 Il senso di appartenenza dei trentini alla provincia e alla regione alla fine del XX secolo: configurazione e rapporti con gli orientamenti di valore, pp.70-114)
 
 
5.3 CURA DI VOLUMI (con eventuali contributi)
 
F.Demarchi, R.Gubert, G.Staluppi (a cura di), Territorio e comunità, Angeli, Milano, 1983 (di R.Gubert, Il mutamento sociale nell’area montana, pp.147-170)
 
R.Gubert, L.Struffi L.(a cura di) Strutture sociali del territorio montano, Angeli, Milano, 1987, pp.257  (in esso di R. Gubert: L’appartenenza socio-territoriale nelle aree montane: verso un modello causale, pp.67-100)
 
G.Dalle Fratte, R.Gubert, C.Scaglioso (a cura di), L’altra faccia della scuola. Comunità e autonomia: un modello di gestione, Armando, Roma, 1988
 
R.Gubert (a cura di) Ruralità e marginalità, Angeli, Milano, 1989, pp.354 (di R.Gubert: Introduzione, pp.11-20 e cap 9° Conclusioni. Tre situazioni di marginalità rurale montana: un unico modello interpretativo?, pp.324-354)
 
R.Gubert (a cura di), La sfida dello sviluppo in una società pastorale. Karamoja, Uganda, Jaca, Milano, 1989, pp.433 (di R. Gubert: Introduzione pp.1-6, capitolo 9: Gli atteggiamenti verso la modernizzazione, pp.281-320, (con M.Viganò) Progetti di intervento in Karamoja: sviluppo “difficile” o interventi sbagliati? pp.323-379 e Conclusioni, pp.381-391
 
R.Gubert (a cura di), Educazione permanente. Situazione e prospettive riferite alla popolazione di lingua italiana. Sintesi dei risultati di una ricerca, Provincia Autonoma di Bolzano – Alto Adige – Assessorato all’Istruzione e Cultura in Lingua Italiana, Bolzano, 1989
 
R.Gubert (a cura di), Adulti e domanda di educazione Una ricerca in Alto Adige, Marcon, Città di Castello, 1991, pp.295 (di R.Gubert: parte IV  Domanda ed offerta in ordine all’educazione permanente nella provincia di Bolzano, pp.239-253)
 
R.Gubert, L.Tomasi (a cura di), L'influsso di F.Le Play e della sua scuola sulla sociologia contemporanea, Reverdito, Trento, 1991, pp.183 (di R.Gubert: Presentazione, pp.5-9)
 
R:Gubert, (a cura di), Persistenze e mutamenti dei valori degli italiani nel contesto europeo, Reverdito, Trento, 1992, pp.642 (di R. Gubert: Introduzione, pp.5-10, cap 8° Gli orientamenti socio-politici, pp267-346, e le Conclusioni, pp.569-578)
 
R.Gubert (a cura di), L'appartenenza territoriale tra ecologia e cultura, Reverdito, Trento, 1992, pp.585 (di R. Gubert: Introduzione pp.9-17, cap. 3° I caratteri generali degli intervistati e del loro legame socio-territoriale, pp.139-332, cap 7° Le dimensioni dell’appartenenza territoriale: verso un modello causale, pp.411-532). Edizione rivista e ridotta in lingua inglese: R.Gubert (ed.) Territorial Belonging between Ecology and Culture, University of Trento, Department of Sociology and Social Research, Trento, 1999; by R. Gubert, Introduction (pp.IX-XVI); The general features of interviewees and of their socio.territorial attachment, pp.61-158; The dimensions of territorial belonging: towards a causal model, pp.209-279
 
R.Gubert (a cura di), Per poco, per sempre. Volti, storie e ricordi dell’emigrazione primierotta, Provincia Autonoma di Trento, Trento, 1992, pp.230 (di R.Gubert: L’emigrazione da Primiero: uno sguardo generale sulla storia degli ultimi cento anni, pp.11-24)
 
R.Gubert, L.Tomasi (eds.), The contribution of Florian Znaniecki to sociological theory, Angeli, Milano, 1992, pp.183 (di R.Gubert, Introduction, pp.7-11)
 
R.Gubert (a cura di), Altri volti del Brasile, numero monografico di “Dimensioni dello sviluppo”, 1992, n.3-4 (di R.Gubert, Presentazione, pp.7-8)
 
R.Gubert (a cura di), Sociologia rurale – Land und Agrarsoziologie, Numero monografico di “Annali di Sociologia – Soziologisches Jahrbuch, 9, 1993 (di R.Gubert. Introduzione. Quale futuro per la sociologia rurale?, pp.7-17 e trad. ted.18-30)
 
R.Gubert, L.Tomasi (a cura di), Le catholicisme social de Pierre Gullaume Frédéric Le Play, Angeli, Milano, 1994 (di R.Gubert, Présentation, pp.7-9)
 
R.Gubert, L.Tomasi (eds.), Robert E. Park e la teoria del “melting pot” – Robert Park and the “melting pot” theory, Reverdito, Trento, 1994 (di R.Gubert, Presentazione, pp.9-11)
 
R.Gubert, L.Tomasi, (a cura di), Teoria sociologica ed investigazione empirica. La tradizione della Scuola sociologica di Chicago e le prospettive della sociologia contemporanea", Angeli, Milano, 1995, pp.360
 
R.Gubert (a cura di), Cultura e sviluppo. Un'indagine sociologica sugli immigrati italiani e tedeschi nel Brasile meridionale, Angeli, Milano, 1995, pp. 508 (di R.Gubert: cap.11° La cultura dello sviluppo: un prodotto di appartenenze religiose ed etniche?, pp.419-450 e Conclusioni, pp.451-456); edizione rivista in lingua portoghese: R.Gubert, G.Pollini (org.) Cultura e desenvolvimento, Est, Porto Alegre, 2005
 
R.Gubert (a cura di), Specificità culturale di una regione alpina nel contesto europeo. Indagine sociologica sui valori dei trentini, Angeli, Milano, 1997, pp.677+39; (di R.Gubert:, Identità culturale e valori dei trentini: lo scopo dell'indagine, pp.13-25; Gli orientamenti sociopolitici, pp.178-309; La percezione dell'identità culturale trentina e delle ragioni dell'autonomia, pp.453-533 e Il Trentino: la specificità culturale dei valori come originalità di composizione tra modernità e tradizione. Alcune considerazioni conclusive, pp.534-552)
 
R.Gubert, H.Meulemann. (a cura di), Valori a confronto: Italia e area culturale tedesca/Werte im Vergleich; Italien und der deutsche Kulturraum, Annali di Sociologia-Soziologisches Jahrbuch, 13, 1997, I-II (edito 1999); ( di R.Gubert, La differenziazione territoriale dei valori tra regionalità, nazionalità e sopranazionalità. I casi delle aree culturali italiana e tedesca in Europa/ Die territoriale Differenzierung der Werte zwischen Regionalitaet, Nationalitaet und Supranationalitaet. Der italienische und deutsche Kulturraum in Europa, pp.57-110 e 111-172 e di R.Gubert, H.Meulemann, Introduzione/ Einleitung, pp.7-12 e 13-20)
 
R.Gubert ( a cura di), Il ruolo delle Comunità Montane nello sviluppo della montagna italiana, Angeli, Milano, 2000, pp.432; (di R.Gubert: Introduzione, pp.9-19 e Conclusioni, pp.229-243
 
R.Gubert (a cura di), La via italiana alla postmodernità. Verso una nuova architettura dei valori, Angeli, Milano, 2000, pp.559; di R.Gubert, La nuova valenza strategica dell'indagine sui valori per la comprensione della dinamica sociale, pp.11-21; Gli orientamenti socio-politici, pp137-313 e Conclusioni, pp.475-485)
 
R.Gubert, G.Pollini (a cura di), Valori a confronto: Italia ed Europa, Angeli, Milano, 2006 (di R. Gubert: cap 7° Valori, appartenenze territoriali e solidarietà sociali in Europa: un modello causale, pp.181-226, nonché, con Pollini, Prefazione (pp. 9-11) e Conclusioni (pp.227-237))
 
R.Gubert, G.Pollini (a cura di), Il senso civico degli italiani, Angeli, Milano, 2008 (di R.Gubert:  Parte II, cap. 5 Un breve quadro descrittivo degli orientamenti di valore in ambito socio-politico: le risposte del questionario (pp.197-238), cap.6 Le dimensioni valoriali e di posizione sociale sottostanti alle risposte al questionario (pp.239-270), cap.7 Le differenziazioni dei valori socio-politici in relazione a differenti posizioni sociali degli intervistati (pp.271-314), cap.8 Possibili influssi dei caratteri della posizione sociale degli individui sui loro orientamenti di valore in ambito socio-politico (pp.315-334), cap 9 Verso modelli di connessione causale fra caratteristiche sociali, orientamenti di valore religiosi, etici, su famiglia, su lavoro e socio-politici (pp:335-448) e Conclusioni (pp.449-457)

R.Gubert, H.Meulemann. (a cura di), Valori a confronto: aree culturali tedesca e italiana/Werte im Vergleich: der deutsche bzw.italienische Kulturraum, Annali di Sociologia-Soziologisches Jahrbuch, 19, 2013-14, Dunker & Humblot, Berlin, 2018; (di R.Gubert, H.Meulemann, Introduzione/ Einleitung, pp.7-19 e 20-34)
 

5.4 CONTRIBUTI IN ALTRI VOLUMI
 
 (coautore R.Strassoldo) The boundary. An overview of its theoretical status, in Istituto di Sociologia Internazionale di Gorizia (a cura di), Confini e regioni – Boundaries and regions, Lint, Trieste, 1973, pp 29-57
 
Note sui criteri di ottimalità per la riorganizzazione territoriale-amministrativa locale, in Atti della Conferenza regionale sulle autonomie locali, Regione Trentino – Alto Adige, Trento, 1977, pp.208-228
 
Contributo per un’impostazione generale di una politica dei servizi sociali, in Atti della Conferenza provinciale sulla condizione e occupazione femminile, Provincia Autonoma di Trento, Trento, 1978, pp.312-317
 
La politica dei servizi sociali, in Atti della Conferenza provinciale sulla condizione e occupazione femminile, Provincia Autonoma di Trento, Trento, 1978, pp.242-245
 
 Indagine preliminare su modelli di consumo, aspirazioni, atteggiamenti verso lo sviluppo nell'Asia sud-orientale in F.Demarchi (a cura di), Interessi e valori in conflitto nell'Asia equatoriale, EMI, Bologna, 1979, pp.335-540
 
L’insediamento umano nel territorio montano, in F.Demarchi (a cura di), L’uomo e l’alta montagna, Angeli, Milano, 1979, pp.91-101
 
Come si individuano e si graduano i bisogni nel Comune e del Comune, in “Atti del Corso per Amministratori Pubblici”, Banca Piccolo Credito Valtellinese, Sondrio, 1981, pp.70-84
 
Prospettive di sviluppo per la città di Trento, in Coordinamento Provinciale Imprenditori (a cura di), Quali ruoli per Trento, Atti del Convegno 2/12/1981, Trento
 
I problemi della convivenza etnica in Alto Adige di fronte alla nuova domanda di bilinguismo degli italiani, in H.Moser (a cura di), Zur Situation der Deutschen in Suedtirol, Innsbrucker Beitraege zur Kulturwissenschaft, Germanistische Reihe Band 13, Insbruck, 1982
 
The problems of interethnic relations in Alto Adige with reference to the new demand for bilingualism by Italians, in B.De Marchi, A.M.Boileau (eds.), Boundaries and minorities in Western Europe, Angeli, Milano, 1982, pp.211-228
 
Migranti e cultura: all’esodo come al rientro, in ANEA, “Atti del Convegno della V Giornata dei migranti”, Trento, 1982, pp.17-28
 
Strutturazione sociale dello spazio urbano e crisi della città. Analisi e ipotesi riorganizzative, in A.Scivoletto (a cura di),Sociologia del territorio, Angeli, Milano, 1983, pp.64-115 (ristampa da volume edito con Alcione, Trento, 1979)
 
Cultura e territorio in Trentino, in Promozione culturale nel Trentino – “Atti del Convegno, Trento 5 giugno 1982”, Assessorato alle Attività Culturali della Provincia Autonoma di Trento, 1983, pp.45-58
 
La crisi di un’antica professione delle aree montane. Definizione della situazione e atteggiamenti verso ipotesi di riorganizzazione in un’indagine sui boscaioli del Trentino, in G.F.Elia, F.Martinelli (a cura di), La società urbana e rurale in Italia, Angeli, Milano, 1983, pp.283-296
 
Povertà e poveri in Europa e nel mondo: l’abitazione, in A.A.V.V., Povertà e poveri in Europa e nel mondo, Rezzara, Vicenza, 1984, pp.141-164
 
L’identificazione etnica, in Istituto Magistrale G.Pascoli -  Bolzano, La storia dell’Alto Adige, Borgogno, Bolzano, 1984, pp.81-89 (II ed. 1989)
 
Il turismo nell’area alpina: fattore di autonomia o di dipendenza?, in Lebensqualitaet im Alpenraum: Die Alpen als europaeischer Erholungsraum, Euregio Alpina, Innsbruck, 1984, pp.43-60
 
Note sul contributo della sociologia, in Ordine degli Ingegneri della Provincia di Trento (a cura di), La difesa del territorio: l’impegno dell’ingegnere, Atti del 31° C Congresso Nazionale degli Ordini degli Ingegneri, Trento – Riva del Garda, 19 – 21 settembre 1985, pp.58-67
 
Aspetti sociologici della marginalità della Comunità Montana Meduna-Cellina, in G.G.Lorenzoni (a cura di), Fattori di marginalità e sviluppo nell’economia montana, Atti del Convegno di Barcis, 18 ottobre 1985, CNR-IPRA, pp.105-109
 
Dinamiche dei bisogni e criteri di ripartizione delle risorse pubbliche tra i gruppi etnici dell’Alto Adige. Note introduttive, in Proporzionale e bisogno, Atti del Convegno 15 novembre 1986, Comunità, Bolzano, pp.17-27
 
Ricerche sulle comunità rurali e montane, in G.F.Elia, F.Martinelli (a cura di), Società e territorio. Ricerche su aree urbane e rurali, Bulzoni, Roma, 1986, pp.131-135
 
Valutazione d’insieme della ricerca sulla qualità della vita nell’area alpina, in F.Demarchi (a cura di), La qualità della vita nell’area alpina, Regione Trentino – Alto Adige, Trento, 1987, pp.112-128
 
Istituto familiare e sua dimensione, in F.Demarchi (a cura di), Crescita zero, Rezzara, Vicenza, 1987, pp.155-168
 
L’ambiente rurale in una problematica di sviluppo, in AES-C.C.C., Scuola, Famiglia, Servizio Civile Volontario, Atti del Convegno, Padova, 1987, pp.13-19
 
La montagna italiana: contributo sociologico, in AAVV, La montagna: una protagonista degli anni ‘90, Jaca, Milano, 1987, pp.43-57
 
Note sulla Carta europea delle lingue regionali e minoritarie del Consiglio d’Europa, 16 marzo 1988, in F.Demarchi (a cura di), Minoranze linguistiche fra storia e politica, CIVIS, Supplemento 4, 1988, Trento, pp,191-194
 
Note sui nodi problematici di natura socio-politica sulla programmazione degi interventi provinciali di politica abitativa, in Atti del Convegno: Modelli di programmazione, sistemi informativi: strumenti per una politica della casa, Provincia Autonoma di Trento, 27 maggio 1988, pp.29-48
 
Equilibri e squilibri demografici dei piccoli comuni montani e politica delle infrastrutture e dei servizi, in UNCEM, Piccoli Comuni Montani: realtà e prospettive, Atti del Convegno, S.Orsola Terme, 20 maggio 1989, pp.9-18
 
Organizzazione del territorio e cultura, in A.A.V.V. Cultura delle genti venete, Rezzara, Vicenza, 1989, pp.157-166
 
Persistenza e trasformazione delle identità regionali in Europa, in L’identità regionale in Europa, Regione Autonoma Trentino – Alto Adige, Trento, 1991, pp.19-31
 
Risvolti umani della città, in G. Dal Ferro e F. Posocco (a cura di), La città abitazione dell’uomo, Rezzara, Vicenza, 1991
 
 Mutamenti sociali e regioni del Nord-est, in Dal Ferro G., Doni P. (a cura di), Comunità cristiane e futuro delle Venezie, Atti del 1° Convegno ecclesiale, Messaggero, Padova, 1991, pp.139-189
 
Bisogno di sempre, bisogno di comunità: alcune considerazioni sulla base di indagini condotte nell’Italia Nord-orientale, in G. Giorio (a cura di), Dall’intersoggettività alla reciprocità nelle risposte ai bisogni umani della società tecnologica, Cedam, Padova, 1991, pp.173-182
 
La cooperazione nella società contemporanea: note sociologiche, in A.A.V.V., Quale futuro per la cooperazione?, Federazione dei Consorzi Cooperativi di Trento, 1991, pp.33-43
 
La realtà socio-culturale del Trentino e il ruolo della Cooperazione, in A.A.V.V., Quale futuro per la cooperazione?, Federazione dei Consorzi Cooperativi di Trento, 1991, pp.55-62
 
Prefazione a G.Osti, Gli innovatori della periferia. La figura sociale dell’innovatore nell’agricoltura di montagna, Reverdito, Trento, 1991, pp.7-10
 
Processi di globalizzazione ed appartenenza etnica, in A.A.V.V. Relazioni etniche: vivere in una società plurilingue, ASTT, Bolzano, 1992, pp.147-153
 
Funzioni della ricerca empirica nello svolgimento del pensiero sociale contemporaneo, in A.A.V.V., Le scienze sociali europee sul finire del XX secolo. Sfide demografiche, tecnologiche, epistemologiche, Regione Autonoma di Trento, Trento, 1992, pp.65-70
 
Domanda di educazione e cultura nelle zone rurali, in A.A.V.V. L’educazione degli adulti nelle comunità rurali. Operatori culturali nei paesi dell’arco alpino, Provincia Autonoma di Bolzano – Alto Adige, 1992, pp.66-77
 
Comunità oggi. Alcune considerazioni sulla base di ricerche empiriche, in G.Dalle Fratte (a cura di), La comunità tra cultura e scienza. Il concetto di comunità nelle scienze umane, Armando, Roma, 1993, pp.199-220
 
 Problemi e politiche dello sviluppo rurale: aspetti sociologici”, in G.Cannata (a cura di), Lo sviluppo del mondo rurale: problemi e politiche, istituzioni e strumenti – Atti del XXXI convegno di studi della SIDEA, Campobasso, 22-24 settembre 1994, Società italiana di Economia Agraria – Il Mulino, Bologna, pp.87-116
 
Cultura delle pluri-appartenenze e della pluri-identità: quale cooperazione nell’Unione Europea, in A.A.V.V., Le diversità regionali in Europa. Il ruolo delle loro culture nella costruzione dell’unione europea, Regione Autonoma Trentino – Alto Adige, Assemblea delle Regioni d’Europa, Centro Europeo per le culture tradizionali e regionali.Atti del Convegno di studio 1 ottobre 1993, Trento, 1994, pp.141-149
 

 Analysis of Regional Differences in the Values of Europeans, in Ruud de Moor (ed.) Values in Western Societies, Tilburg University Press, Tilburg, 1995, pp.179-194
 
L’Italia tra post-modernità e neo-tradizione: un’ipotesi conclusiva non storicista, in G.Capraro (a cura di), I valori degli europei e degli italiani negli anni Novanta, Regione Autonoma Trentino – Alto Adige e Università degli Studi di Trento, Trento, 1995, pp.525-544
 
Strutture e processi sociali in Alto Adige. Dati generali, in A.Carli, K.Civegna, I.von Guggenberg, D.Larcher, R.R.Pezzei (a cura di), Zweisprachlernen in einem mehrsprachigen Gebiet – L’apprendimento della seconda lingua in un contesto plurilingue, Provincia Autonoma di Bolzano – Alto Adige, Bolzano, 1995, pp.15-22
 
La qualità della vita nelle città alpine con particolare riferimento a Bolzano, Merano, Rovereto, Trento, in R.Contro (a cura di), Qualità della vita nelle città alpine Regione Autonoma Trentino-Alto Adige, Trento, 1996, pp.599-638
 
 Appartenenza e mobilità socio-territoriali: Primi risultati di un'indagine su operatori turistici nel nord-Est italiano, in A. Gasparini (ed.), Nation, ethnicity, minority and border. Contribution to an international sociology, Isig, Gorizia, 1998, pp.187-195
 
I valori dei giovani nell'Europa di oggi: presentazione di un'inchiesta,in  S.Bucci (a cura di), Giovani società educazione nell'Europa del 2000,  Università degli Studi di Perugia, Perugia,1998, pp.37-56
 
Mondi vitali tra indifferenza e conflittualità, in A:A:V.V. Società civile e mondi vitali, Rezzara, Vicenza, 1999, pp.19-36
 
La dimension sociologique des évolutions démographiques, in J.D. Lecaillon (sous la direction de), Les enjeux de la démographie européenne, Guilé Foundation Press, Boncourt and Thesis Verlag, Zuerich, 2001, pp. 57-76
 
Un’analisi sociologica del turismo, in A.Leonardi e H.Heiss (a cura di), Turismo e sviluppo in area alpina. Secoli XVIII-XX, StudienVerlag, innsbruck, Wien, Muenchen, Bozen, 2003, pp.145-164
 
La gestion de l’eau par bassins: un moyen de résoudre des conflits, in La politique européenne de l’eau, Les Dossiers Européens, Paris, 2005
 
Teoria e struttura sociale in Robert.K.Merton, in G.Pollini, A.Pretto (a cura di), Sociologi: teorie e ricerche. Sussidio per la storia dell'analisi sociologica, Angeli, Milano, 2009,
 
 La differenziazione territoriale degli orientamenti etici. I casi delle aree culturali italiana e tedesca nei primi anni del Duemila, in Cavanna D., Salvini A, Per una psicologia dell’agire umano. Scritti in onore di Erminio Gius, Angeli, Milano, 2010, pp.521-539.
 
I valori socio-politici: fiducia, libertà, solidarietà,  in  G. Rovati (a cura di), Uscire dalle crisi. I valori degli italiani alla prova, Vita e Pensiero, Milano, 2011, pp.265-345
 
I valori socio-politici degli italiani: tendenze di mutamento nell’ultimo trentennio e comunanze o specificità rispetto agli altri popoli europei, in G.Pollini, A.Pretto, G.Rovati (a cura di), L’Italia nell’Europa: i valori tra persistenze e trasformazioni, Angeli, Milano, 2012, pp.359-452
 
Valori nell’Europa mediterranea, in P.Lacorte, V.A.Aresta (a cura di), Il Mediterraneo. Dalla multiculturalità all’interculturalità, Pensa multimedia, Lecce, 2012, pp.227-253
 
Antipolitica e frammentazione sociale, in A:A.V.V. Cultura e rigenerazione delle istituzioni, Edizioni Rezzara, Vicenza, 2013, pp.107-128

Il sociologo nella gestione del territorio e dell'ambiente, in A.Perino e L.Savonardo (a cura di), “Sociologia, professioni e mondo del lavoro”, Associazione Italiana di Sociologia, EGEA SpA,, Milano, 2015, pp.247-266
 
 Sentimento di appartenenza territoriale, in R.Serra, M.Pascoli (a cura di), Nuovi sentieri sociologici, Angeli, Milano, 2018, pp.79-95

Il Sessantotto a Trento: un'analisi non convenzionale, in M. Villa (a cura di), Il mio Sessantotto. Uno sguardo antropologico su memorie, immagini e narrazioni, Carocci, Roma, 2019, pp.105-120
 
 
5.5 VOCI IN DIZIONARI
 
 Analisi di contenuto (pp.70-77), Analisi fattoriale (pp.77-84), Campagna (pp.194-200), Metodologia (pp.733-743), Misurazione (pp.776-783), Mutamento (pp.800-807), Nazione (pp.808-817), Osservazione (pp.868-874) e Sistemica (pp.1137-1147) in F.Demarchi, A.Ellena (a cura di) Dizionario di sociologia, Paoline, Milano, 1976, ristampate con la voce aggiuntiva Territorio (pp.2206-2211) in F.Demarchi, A.Ellena, B.Cattarinussi (a cura di), Nuovo dizionario di sociologia, Paoline, Cinisello Balsamo, 1987
 
Territorial Belonging, in E.F. Borgatta, R.J.V. Montgomery,   Encyclopedia of Sociology (second edition), Macmillan Reference USA, 2000, pp.3128-3137
 
 
5.6 ARTICOLI SCIENTIFICI IN RIVISTE
 
Il Colloquio di Bruxelles sulle regioni frontaliere europee, in “Prospettive di efficienza”, 10, 1970, n.5-6, pp.171-176
 
Fattori della situazione confinaria: una ricerca empirica, in “Prospettive di efficienza – Numeri Unici di Sociologia”, 11, 1971, n.11-12, pp.1-19
 
Il bilinguismo: problema sociologico delle aree confinarie, in “Skolast”, 18, 1973, n.5, pp.23-28
 
Problemi di misurazione in sociologia, in “Prospettive di efficienza – Numeri Unici di Sociologia”, 13, 1973, pp.39-74
 
Ha ancora un significato la sociologia urbana?, in “La ricerca sociale”, 1974, n.7/8, pp.77-89
 
Entitività delle etnie e conflittualità interetnica, in “Studi di sociologia”, 13, 1975, n.3-4, pp.302-322
 
Recenti orientamenti degli studi sociologici sulla problematica etnica, in “Aggiornamenti – Aktuell”, 1975, n.2-3, pp.5-35
 
Verso un’analisi sociologica del bilinguismo, con particolare riferimento ad un’indagine su un’area plurilingue del Trentino – Alto Adige, in "Aggiornamenti – Aktuell", 1976, n.1-2, pp.15-35
 
Sulle potenzialità di impiego dell’analisi fattoriale negli studi interdisciplinari per la programmazione regionale, in “La ricerca sociale”, 1976, n.13, pp.49-61
 
Pluralismo etnico e migrazioni internazionali. Recenti contributi sociologici sulla persistenza delle solidarietà etniche e sui rapporti interetnici, in “Studi Emigrazione”, 43, 1976, pp.279-318
 
Domanda di bilinguismo in una città mistilingue: Bolzano, in “Quaderni per la promozione del bilinguismo”, n.14, 1976, pp.1-16
 
Pluralismo etnico e migrazioni internazionali. Recenti contributi sociologici sulla persistenza delle solidarietà etniche e sui rapporti interetnici, in “Studi Emigrazione”, n.43, 1976, pp.279-318
 
Conferenza regionale sulle autonomie locali, in “Rivista trimestrale di Scienza dell’Amministrazione”, 24, 1977, n.1, pp.163-169
 
Pianificazione e sviluppo delle aree rurali. Risultati del IV Congresso Mondiale di Sociologia Rurale, in “Animazione sociale”, 1977, n.22, pp.53-61
 
Influenza di fattori ambientali nei processi di scelta, in “Centro di orientamento professionale della Provincia Autonoma di Trento, Quaderno” n.2, 1977, pp.5-46
 
Struttura e attività del Dipartimento di Organizzazione del Territorio della Libera Università degli Studi di Trento, in “Sociologia Urbana e Rurale, I, 1979, n.1, pp.65-73
 
(con G.F.Summers), Conviene industrializzare le aree rurali?, in "Economia trentina", XXVIII, 1979, n.2-3, pp.47-61
 
Crisi della città e ruolo della sociologia nella pianificazione del territorio, in “Sociologia Urbana e Rurale”, n.6, 1981, pp.151.156
 
Dall’analfabetismo come stato di fatto all’analfabetismo come condizione accettata: tentativi di analisi causale, in Il fenomeno dell’analfabetismo in Lombardia, “Quaderni della Regione Lombardia”, 88, Istruzione, 1982, pp.103-119
 
Tentativo di composizione interdisciplinare dei contributi al seminario “Territorio e simboli”, in “Sociologia Urbana e Rurale”, n.12, 1983, pp.91-98
 
Il sentimento di appartenenza territoriale in aree marginali, in “Studi sociali”, XXIII, 1983, n. 9-10, pp.101-115
 
Urbanizzazione e crisi ambientale, in “Sociologia urbana e rurale”, n.14-15, 1984, pp.241-248, ristampato in P.Guidicini, F.Martinelli, G.Pieretti (a cura di), Città e società urbana in trasformazione, Angeli, Milano, 1985, pp.241-248
 
A margine di un’inchiesta, in “La Rivista del Clero Italiano”, n.65, 1984, pp.538-542
 
Alla ricerca delle radici delle differenziazioni interne della cultura dei giovani adolescenti, in “Scuola e cultura iniziative”, 5, 1985, n.4, pp.41-68
 
Aspetti sociologici della marginalità in Bassa Valsugana, Tesino e Vanoi, in “Economia Trentina”, n.3, 1985, pp.75-83
 
(coautori G.Girardi e P.Stefanini), Indagine su problemi e attese degli organismi gestionali delle scuole equiparate dell’infanzia. Organizzazione e metodologia di una ricerca sul campo, in “Il Quadrante Scolastico, n.27, 1985, pp. 104-114
 
La scuola di formazione dei gestori in fase sperimentale: una valutazione dei risultati, in “Il Quadrante Scolastico, n.28, 1986, pp.125-145
 
Capacità di autonomia scolastica e ruralità-urbanità del contesto sociale, in “Il Quadrante Scolastico”, n.33, 1987, pp.108-117
 
Appartenenza e comunità, in “Il Quadrante Scolastico”, n.37, 1988, pp.154-171
 
Tra comunità ecologica e comunità di cultura. Sintesi di un dibattito, in “Il Quadrante Scolastico”, n.38, 1988, pp.118-128
 
L’appartenenza territoriale nella società industriale, in “Annali di Sociologia/Soziologisches Jahrbuch” n.4, 1988, vol.II, pp.333-356 (tradotto anche in tedesco)
 
Le identità regionali europee di fronte alla modernizzazione, in “Dimensioni dello sviluppo” 1990, n.4, pp.45-53
 
Quali obiezioni ad un sistema di autonomie scolastiche?, in “Il quadrante scolastico”, 13, 1991, n.48, pp.123-131
 
Scuole dell’infanzia: la domanda educativa e le valutazioni dei genitori in un’indagine nel Trentino. Verso un’analisi causale, in “Il quadrante scolastico”, 15, 1992, n.54, pp.97-115 e 15, 1992, n.55, pp.80-127,
 
Valutazioni conclusive dei risultati dell’indagine sugli utenti delle scuola materne del Trentino, in “Il quadrante scolastico”, 56,1993, pp.138-144
 
Nord-Est: una costruzione mentale per favorire la dominanza veneta? Alcune riflessioni, in “Nord-Est”, n.4, 1994-95, pp.15-18
 
L'attualità di Martino Martini: per relazioni con la Cina che non siano solo rapporti d'affari, in “Studi su Martino Martini, Studi Trentini di Scienze Storiche”, LXXVII, 1998, n.4, Supplemento, pp. 673-677
 
Identità e identificazioni etnico-nazionali/Etnische-nationale Identitaeten: ein keineswegs zwangslaeufiger Zusammenhang, in “Annali di Sociologia- Soziologisches Jahrbuch”, 12, 1996 (edito 1999), I-II, pp. 197-218 /219-244
 
Orientaciones de valor sociopoliticas en Europa: Existe alguna especifidad del area euromediterranea? in Los valores hoy (numero monografico)  « Quaderns de la Mediterrania », 5, 2005, pp.53-64
 
La promocio’ de l’autonomia local dins les fronteres del Consell d’Europa, in "Diàlegs", 9, 2006, n.31, pp.87- 107
 
Sviluppo economico e globalizzazione tra valori della modernità e valori della “non modernità” (pre e post), in "Idee" - Nuova Serie, III, 2013, n.6, pp.115-141
 
5.7 RAPPORTI DI RICERCA
 
Ricerca sulla ristrutturazione territoriale-amministrativa del Trentino:
         -Rapporto sulle interviste a testimoni qualificati. I risultati dell’analisi fattoriale, Dipartimento di Organizzazione del Territorio, Libera università degli Studi di Trento, Trento, 1975, pp.41-70
          -(coautori S.Goglio e G.Pola) Sulle dimensioni ottimali di produzione di alcuni servizi di competenza della Provincia Autonoma di Trento, Dipartimento di Organizzazione del Territorio, Libera Università degli Studi di Trento, 1976, pp.108 (di R.Gubert i capitoli su settore scolastico, settore socio-sanitario e settore trasporti)
 
Ricerca sui boscaioli e sulla prima lavorazione del legno in Trentino:
         -Aspetti organizzativi del mercato e della prima lavorazione del legname in Provincia di Trento, Trento, 1978, pp.212
         -Indagine sui boscaioli trentini. Primi risultati globali delle interviste, Trento, 1978, pp.64
 
Ricerca sull’agriturismo in provincia di Trento: valutazione dei risultati del primo intervento legislativo della Provincia Autonoma di Trento:
Rapporto alla Provincia Autonoma di Trento
 
Documento programmatico - Commissione per lo studio e l’assistenza tecnica all’attuazione di un progetto integrato di sviluppo delle zone svantaggiate del Vanoi e del Mis,  Provincia Autonoma di Trento, 1992
 
Nota su andamento demografico, dinamica economica e fabbisogno di aree fabbricabili nel Comune di Canal San Bovo (prov. di Trento), Trento, 2008
 

6. APPARTENENZA A SOCIETA' E LORO COMITATI SCIENTIFICI

1977-79 Responsabile per l’Italia del “Gruppo dei sociologi rurali mediterranei”, Montpellier, Presidente prof. Pierre Boisseau
 
Membro del Research Committee on Social Ecology dell’International Sociological Association
 
1983-85 membro del Comitato Scientifico della Sezione “Sociologia del territorio” dell’Associazione Italiana di Sociologia
 
1985-89  Membro del Direttivo dell'Associazione Italiana di Sociologia e nel 1987 suo Vicepresidente
 
1984-1990 Membro del Council e poi dello Scientific Committee dell'European Society for Rural Sociology
 
1994-1998 Membro del Direttivo dell'International Institute of Sociology
  1989-2019  Membro del Consiglio di Amministrazione dell'Associazione italo-tedesca di Sociologia
 
 
7. PRINCIPALI CARICHE IN ISTITUTI  DI RICERCA
 
1985-89  Membro del Comitato Scientifico del Centro Ricerche Aree Montane, INEMO, Roma
 
1989-2012  Membro del Comitato Scientifico dell'Istituto di Sociologia Internazionale di Gorizia e  dal 2007 suo Presidente
 
1992-1996 Membro del Comitato Scientifico dell'Europaeische Akademie di Bolzano
 
1989-2008 Membro dello Steering Committee dell'European Values Systems Study Group, poi del Council dell’European Values Study, Università Cattoliche di Tilburg (Paesi Bassi) e Lovanio (Belgio)
 
 
8. RESPONSABILITA' EDITORIALI
 
1969-74 Membro del Comitato di redazione della rivista "Prospettive di Efficienza-Numeri Unici di Sociologia" di Trento
 
1975-78 Membro del Comitato di redazione della rivista "La ricerca sociale" di Bologna
 
dal 1976 Membro del Comitato di redazione e poi del Comitato Scientifico della rivista "Studi di sociologia" dell'Università Cattolica di Milano
 
1979-80 Corresponding editor della rivista "Sociologia Ruralis- Journal of the European Society for Rurali Sociology", Wageningen (Olanda)
 
dal 1985 Membro del Comitato Scientifico della rivista "Annali di sociologia-Soziologisches Jahrbuch" di Trento e dal 1992 suo Direttore responsabile
 
1988- ….. Membro del Comitato Scietifico della rivista “Dimesioni dello sviluppo” dell’AVSI di Cesena
 
1991- ….. Membro dell’International Editorial Board della rivista “Eastern European Countryside”
 
1991-……Membro del Comitato Scientifico della rivista “Persone e Imprese”
 

9. CONVEGNI E CONFERENZE

9.1 RELAZIONI UFFICIALI A CONVEGNI (escluse Comunicazioni)
 
Il ruolo della scuola trentina nella realizzazione di un nuovo modello di società e nella programmazione economica e sociale, “Corso di aggiornamento culturale sui problemi della scuola”, Ufficio scuola DC, Varone di Riva, 8 settembre 1978
 
La complessità della differenziazione sociale dello spazio urbano: implicazioni per la definizione degli obiettivi di pianificazione dei centri storici, I Meeting dei sociologi urbani italiani, Rimini, 1-3 maggio 1981
 
Il contributo della sociologia all’analisi dei centri storici urbani e rurali Corso di formazione e di aggiornamento culturale e tecnico sui problemi degli insediamenti storici, Provincia Autonoma di Trento, San Lorenzo in Banale, 18 marzo – 29 giugno 1981
 
Il problema degli handicappati visto dalla sociologia, “Anno internazionale delle persone handicappate 1981”, Fiera di Primiero, 19 marzo 1982
 
Cultura e territorio in Trentino, “Convegno sulla promozione culturale nel Trentino”, Provincia Autonoma di Trento, Assessorato alle Attività Culturali, Trento, 5 giugno 1982
 
A factorial ecological study of Trento (Italy) as a tool for urban policy, X World Congress of Sociology, Mexico City, 16-21 agosto 1982
 
Migranti e cultura: all’esodo come al rientro, con particolare riferimento al Trentino – Alto Adige, Giornata dei migranti,  ANEA, Trento, 26 settembre 1982
 
L’ambiente rurale in una problematica di sottosviluppo, Università di Padova, 11 ottobre 1985
 
Mutamento sociale e devianza, Convegno SIULP, Riva del Garda, 31 maggio 1986

L'agricoltura nella società e la sociologia rurale, Assemblea Movimento giovanile dell'Unione Contadini della Provincia di Trento, Trento, 29 novembre 1987
 
Equilibri e squilibri demografici dei piccoli comuni montani e politica delle infrastrutture e dei servizi, Convegno su “Piccoli comuni montani: realtà e prospettive” UNCEM, Sant’Orsola Terme, 20 maggio 1989
 
Persistenza e trasformazione delle identità regionali in Europa, Convegno internazionale “L’identità regionale in Europa”, Regione Autonoma Trentino – Alto Adige e Assemblée des Régions d’Europe, Trento, 9-10 ottobre 1990
 
Aspetti sociali della marginalità agricola, Conferenza nazionale “Dallo spreco di suolo al progetto dell’ambiente”, CNR – Progetti finalizzati IPRA e RAISA, Milano, 25 gennaio 1991
 
Continuità e discontinuità nell’analisi sociologica delle minoranze etniche in Italia, Convegno nazionale su “Minoranze autoctone, minoranze immigrate. I possibili contributi della sociologia” ISIG, Gorizia, 5 febbraio 1991
 
Valori e azioni. Primi risultati di una ricerca europea, Ciclo di conferenze “Valori e politica in dimensione europea. Le radici etiche del pensiero politico”, Centro di Cultura Antonio Rosmini, Trento, 24 aprile 1991
 
Il ruolo dell’agriturismo nello sviluppo delle aree marginali, Convegno Europeo Interdisciplinare “L’agriturismo, ieri, oggi, domani. Problemi e riflessioni”, Università di Pavia, 17-18 maggio 1991
 
La civiltà contadina e la società attuale, Convegno “Agriturismo: realtà e prospettive” Mediocredito Trentino – Alto Adige, Roncegno, 29 giugno 1991
 
Appartenenze territoriali tra vecchio e nuovo, IV Convegno nazionale Associazione Italiana di Sociologia – Sezione Sociologie del Territorio, “Le nuove forme di urbanità. La trasformazione dei modi di aggregazione in città e in campagna” Bologna, 14-15 novembre 1991

Les identités régionales aux frontières de l'Italie du Nord-Est, Association Internationale des sociologues de langue française (AISLF), Journées de travail “Identités, Espaces, Frontiéres dans la problematique européenne”, Grenoble, 29-30 novembre 1991
 
Processi di globalizzazione e appartenenza etnica, Incontri all’Accademia su “Relazioni interetniche. Vivere in una società plurilingue”, Bressanone, 15 febbraio 1992
 
Il contesto socio-religioso in Italia in prospettiva sociologica, Convegno di aggiornamento teologico, Pontificia Facoltà di Scienze dell’Educazione Auxilium, Frascati, 30 aprile – 3 maggio 1992
 
Il sentimento di appartenenza territoriale: rapporti con l’appartenenza etnica, Colloque international “Les minorités ethniques en Europe”, Région Autonome Vallée d’Aoste, Aoste, les 25-26-27 mai 1992
 
Domanda di educazione e cultura nelle zone rurali, 2° Congresso Internazionale “L’educazione degli adulti nelle comunità rurali” Provincia Autonoma di Bolzano e Land Tirolo (Assessorati alla cultura), Stella di Renon (Alto Adige), 1-5 giugno 1992
 
Granice:vove barijere ili nove spojnice?. Convegno Etnicitet, granice, Europa, Brioni, Croazia – Gorizia, Italia, 18-21 settembre 1992, Istituto di Sociologia Internazionale di Gorizia e Sveuciliste u Rijeci Odiel Humanistickih Znanosti – Sveucilista iz Trsta
 
Valori sociali e politici, identità e appartenenza - Europa, Convegno internazionale “Valori degli europei – European values” Trentanni di sociologia 1962-1992, Trento, 1-2 ottobre 1992
 
Prospettive metodologiche in sociologia, Convegno “In attesa del duemila”, Istituto Trentino di Cultura e Associazione Italo-tedesca di Sociologia, Trento, 14 dicembre 1992
 
Società pluriculturale: attese e ruolo dei giovani, Convegno “Realtà socio-culturale di Brunico: situazione attuale e stimoli per il futuro”, Comune di Brunico, Provincia Autonoma di Bolzano e Università Popolare Alpi Dolomitiche, Brunico, 5 giugno 1993
 
Evoluzione delle identità e loro salvaguardia da parte delle comunità interessate; mutamento dei valori e degli orientamenti culturali nei rispettivi contesti, e Identità culturale del Trentino Convegno “Da un conflitto internazionale a un comune impegno europeo. A cinquant’anni dall’Accordo Degasperi-Gruber”, Regione Autonoma Trentino – Alto Adige, Bolzano, 11-12 giugno 1993
 
La montagna e le sue risorse: aspetti economici e sociali, Federazione Italiana Salariati Braccianti Impiegati e Tecnici Agricoli, 1° Settimana di incontro su “La montagna, la gente, il lavoro”, Predazzo, 5-10 luglio 1993
 
(con L.Tomasi), L’appartenenza territoriale tra ecologia e cultura, Convegno di studio “Le diversità regionali in Europa. Il ruolo delle loro culture nella costruzione dell’unione europea”, Regione Autonoma Trentino – Alto Adige, Assemblea delle Regioni d’Europa e Centro Europeo per le culture tradizionali e regionali, Trento, 1 ottobre 1993
 
Problemi dello sviluppo rurale: aspetti sociologici, XXXI Convegno di studi “Lo sviluppo del mondo rurale: problemi e politiche, istituzioni e strumenti”, Università degli Studi del Molise – Società Italiana di Economia Agraria, Campobasso, 22-24 settembre 1994
 
La dimensione provinciale nel contesto italiano. Profili sociologici (l’appartenenza), Assemblea nazionale “Identità e ruolo della Provincia nel sistema delle autonomia”, Unione delle Province d’Italia, Roma, 6-7 ottobre 1994
 
Quale società per quale famiglia, Incontro “Rileggendo la lettera del Papa sulla Famiglia”, Centro Culturale di Milano, 27 febbraio 1995
 
Matrimonio e convivenza: aspetto sociologico, Tavola rotonda “Matrimonio – convivenza”, Comune di Bologna – Quartiere Santo Stefano 5 maggio 1995
 
Region Tirol, Internationale Tagung “Europa und seine Regionen, Oesterreichisches Ost – und Suedosteuropa Institut, Wien, 20 -22 September 1995
 
Futuri assetti istituzionali e ruolo delle popolazioni di lingua e cultura minoritaria, Convegno “Le ragioni delle minoranze nello sviluppo dell’autonomia”, Union Autonomista Ladina, Pozza di Fassa, 26 aprile 1997
 
La politica, l’ambiente, le istituzioni dell’autonomia, Convegno nazionale “I valori dei trentini”, Università degli Studi di Trento, Trento, 6-7 giugno 1997
 
La formazione al servizio sociale in Italia: strategie, contenuti e prospettive professionali. Il punto di vista della sociologia, Convegno internazionale su “Gli operatori sociali nel Welfare Mix”, Università di Trento, Riva del Garda, 20-21 maggio 1999
 
Varieties of social encounters and socio-territorial belonging: the case of tourist operators, 34th World Congress of International Institute of Sociology on “Multiple modernities in an era of globalization”, Tel Aviv, Juy 11-15, 1999

ZA Data Confrontation Seminar on the European Values Survey 1999, Cologne, 13 – 17 dicembre, 2000
 
Simboli e ordinamenti politici, Colloquio italo-tedesco, Villa Vigoni, Loveno di Menaggio, 10-11 settembre 2001
 
Valori e appartenenze sociali, Presentazione del volume, Istituto Luigi Sturzo, Roma, 8 giugno 2005
 
Pace e soluzione dei conflitti nell’attuale situazione mondiale, Tavola rotonda, ISIG e IUIES, Gorizia, 5 maggio 2006
 
I valori degli Europei. Una ricerca comparativa per i paesi del''Europa, Seminario su “La doppia secolarizzazione: la situazione religiosa della Romania post-comunista”, ISIG, Gorizia, 9 maggio 2008

Valori nell’Europa mediterranea: tendenze di mutamento, VII Convegno nazionale di Ostuni, 28-30 ottobre 2010

Antipolitica e frammentazione sociale, 45° Convegno sui problemi internazionali “Cultura e rigenerazione delle istituzioni”, Istituto di scienze sociali “Nicolò Rezzara” di Vicenza, Recoaro Terme, 14-16 settembre 2012
 
I valori socio-politici degli italiani: tendenze di mutamento nell’ultimo trentennio e comunanze o specificità rispetto agli altri popoli europei, Convegno su “L’Italia nell’Europa: i valori tra persistenze e trasformazioni”, Università di Trento, Trento, 22 novembre 2012
 
Sviluppo economico e globalizzazione tra valori della modernità e valori della non-modernità (pre e post), Seminario Internazionale di studi italo-tedeschi su “Valori, finanza e sviluppo economico in Europa e nel mondo globalizzato”, Accademia di studi italo-tedeschi – Merano, 12-13 dicembre 2012

La causa montana per l'oggi e per il domani, Giornata di studio su La Causa Montana, CAI e Associazione ex-parlamentari della Repubblica, Trento Film Festival, Trento, 30 aprile 2016

Intervento su I saperi sociologici tra formazione e professione, Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale, Università di Trento, 5 maggio 2016
 
Trento Innsbruck European Research Seminars (TIERS) in European Integration, 9-10 dicembre 2019, Università di Trento
 
9.2 PRESIDENZA DI CONVEGNI, DI SESSIONI DI CONVEGNI
 
Sessione Il mutamento sociale nell’area montana, Convegno “Comunità montane in transizione negli anni Ottanta”, Università di Trento, 19-21 ottobre 1981,
 
Gruppo di lavoro Le comunità rurali e montane,  1° Congresso di Sociologia del Territorio “Le unità sociali territoriali e l’intervento professionale del sociologo”, Grosseto, 26-28 aprile 1985
 
Convegno Giovani oggi: esperienze, confronti, prospettive, Provincia Autonoma di Bolzano – Alto Adige, Bolzano, 1985
 
Convegno “Brasile, Le sfide della transizione”, Università di Trento, 12 novembre 1987
 
Sessione Religion and food supply, VII World Congress for Rural Sociology “Food security and rural development”, Bologna, 26 giugno – 2 luglio 1988
 
Parte I L’appartenenza socio-territoriale, Convegno “Appartenenza e comunità. Aspetti sociologici, storici e amministrativi”, Università di Trento, 6 – 9 ottobre 1988
 
Convegno “Educazione permanente oggi in Alto Adige”, Provincia Autonoma di Bolzano, Bolzano, 11 novembre 1988
 
Sessione Sociology and social policy formation in the mountain and peripheral areas, XXIXth International Congress, Institut International de Sociologie, “The status of sociology as a science and social policy formation”, Roma, 12 – 16 giugno 1989
 
Convegno internazionale I fattori culturali dello sviluppo, Università di Trento, Dipartimento di Teoria, Storia e Ricerca Sociale, Trento, 6-7 dicembre 1990
 
Sessione Le Play et ses continuateurs face au catholicisme social, XXI Conference “Religion et economie” Société Internationale de Sociologie des Religions, Maynooth – Ireland, 19-23.8.1991
 
Sessione La sociologia di Robert E. Park (parte I) Convegno internazionale “Immigrazione, integrazione e culture”, Dipartimento di Teoria, Storia e Ricerca Sociale – Università di Trento, Trento, 8-9-10 ottobre 1991
 
Sessione: Movimenti giovanili, assimilazione e relazioni etniche, Convegno internazionale “I giovani non europei ed il processo di integrazione. Per una cultura della tolleranza”, Associazione Culturale Studi Asiatici, Trento, 11-12 ottobre 1991
 
Seminario di studio “Educazione permanente. Quale futuro?”, Provincia Autonoma di Bolzano – Alto Adige, Appiano, 27 novembre 1991
 
Sezione sociologica, Convegno “Consenso sociale e buona amministrazione nei parchi di montagna” Parco Adamello Brenta e Centro Internazionale di Ricerche Sociali sulle Aree Montane (CIRSAM), Molveno (TN), 7-9 maggio 1992
 
Convegno Internazionale “I valori degli europei – European values”, , Università di Trento – Trent’anni di Sociologia 1962-1992, Trento, 1-2 ottobre 1992
 
Sessione 2^, Convegno “Società dell’informazione di fine millennio. Una prospettiva estetica?” Dipartimento di Analisi Economica e Sociale del Territorio – Istituto Universitario di Architettura di Venezia, Venezia, 28 maggio 1993
 
Sessione: I cento anni della sociologia di Chicago, Convegno internazionale “La tradizione della Scuola ecologica di Chicago e le prospettive della sociologia contemporanea” Dipartimento di Teoria, Storia e Ricerca Sociale, Università di Trento, 6-7 ottobre 1993
 
(con S. Abbruzzese), Seminario “La sociologia di Raymond Boudon” Università di Trento, 16-17 giugno 1994
 
Presentazione del volume La vita religiosa. Per una sociologia della vita consacrata, Istituto Luigi Sturzo, Roma, 25 maggio 1995
 
Incontro su: Quali scenari per il futuro dell’Albania?, Istituto di Sociologia Internazionale di Gorizia, Roma, 30 luglio 1997
 
Gruppo di lavoro: L’identità nell’Europa delle diversità, Convegno internazionale “I confini dell’Europa – Die Grenzen Europas – The borders of Europe” Regione Autonoma Trentino Alto Adige e Associazione Italo-tedesca di Sociologia, Trento, 30-31 marzo 2007
 
Sessione I Convegno “L’Italia nell’Europa: i valori tra persistenze e trasformazioni”, Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale dell’Università di Trento, 22 novembre 2012
 

10. PRINCIPALI CARICHE ACCADEMICHE
 
1980-87 Membro eletto del Consiglio di Amministrazione dell'Opera Universitaria di Trento e 1983-87 suo Vicepresidente
 
1982-83 Membro della Commissione di Ateneo, Università di Trento
 
1987 Presidente del Consiglio di Indirizzo “Strutture e Processi Culturali” della Facoltà di Sociologia dell’Università di Trento
 
1984-87 e 1989-1996 Membro eletto del Consiglio di Amministrazione dell'Università di Trento
 
1984-90 e 1991-93 Direttore del Dipartimento di Teoria, Storia e Ricerca Sociale dell' Università di Trento

11. NOTIZIE BIOGRAFICHE
 
Nato a Primiero (Trento) l'11 agosto 1944; primo di 11 figli
 
Residente a Primiero San Martino di Castrozza (Trento), fraz. Tonadico, via Roma 55
 
Domiciliato a Trento, via del Nespolar 33
 
Stato civile: coniugato; 9 figli, dei quali cinque sposati (13 nipoti), uno frate carmelitano e tre in famiglia
 
12. PRINCIPALI ATTIVITA’ SOCIALI
 
Responsabile di istituto di Gioventù Studentesca (studi superiori 1960-65 a Trento)

Aderente al Movimento Oasi, fondato dal gesuita padre Virginio Rotondi, Centro per un Mondo Migliore, (Rocca di Papa)

Presidente diocesano della FUCI – AUCT (studi universitari a Trento, 1965-69, e alcuni anni successivi)

Membro del Gruppo Famiglie (guidato da don Gianfranco Corradi), primo sorto nella diocesi di Trento

Tra i fondatori nel Trentino del Movimento per la Vita

Nel Direttivo e poi Presidente per un ventennio dell’Associazione trentina della famiglia (già “Associazione delle famiglie numerose” del Trentino

Tra i fondatori nel Trentino e primo presidente del Sindacato delle Famiglie (SIDEF)

Tra i fondatori nel Trentino del Forum delle associazioni familiari.

Tra i fondatori del Centro Studi “Martino Martini”, Trento, membro del Consiglio di Amministrazione, per due mandati suo Presidente.
 
Membro della Consulta dei laici della Diocesi di Trento in rappresentanza dell'Associazione Trentina della Famiglia
 
13. PRINCIPALI ATTIVITA’ AMMINISTRATIVE
 
Consigliere comunale a Tonadico e a Fiera di Primiero
 
Membro dell’Assemblea del Comprensorio di Primiero e capogruppo DC
 
Assessore alla Pianificazione urbanistica del Comprensorio di Primiero
 
Membro del Consiglio di Amministrazione dell’Azienda di Soggiorno e Turismo di Primiero e San Martino di Castrozza
 
Membro della Commissione Urbanistica della Provincia Autonoma di Trento
 
Presidente della Cooperativa “Villa Alpina V. Pisoni” (casa per attività della FUCI-AUCT)
 
 
14. PRINCIPALI ATTIVITA’ POLITICHE[1]
 
Membro esterno cooptato del Comitato Regionale del Trentino – Alto Adige della DC (in seguito all’Assemblea degli esterni convocata dal segretario nazionale DC, F. Piccoli);

dal 1983 tesserato DC, poi membro del Comitato Provinciale della Dc Trentina e membro dell’Esecutivo Provinciale per le politiche sociali;

Tra i fondatori in Trentino del Movimento Popolare
 
1992 – 94 Segretario Provinciale della DC Trentina, trasformata poi in Partito Popolare del Trentino, parte del PPI;
 
dal 1995 Presidente di CDU del Trentino, poi, dal 1998, de Il Centro – Unione Popolare Democratica (federato con CDU), trasformato poi nel 2003 in Centro Popolare (con l'aggiunta facoltativa fino al 2006 di “Autonomista”)
 
1994-96 eletto alla Camera nella lista del Patto per l’Italia (PPI) (gruppo PPI e poi CCD); segretario della Commissione Agricoltura
 
1994-2006 Presidente dell’Associazione Parlamentare “Amici della Cina” fondata dall'on. Vittorino Colombo e guida di numerose visite parlamentari in Cina (dal 2006 Presidente onorario). Onorificenza ufficiale cinese come “Amico della Cina”
 
1995 – 2001 membro dell’Esecutivo nazionale CDU, responsabile per le politiche sociali (famiglia e scuola)
 
1996 –2001 eletto al Senato nella lista Polo delle Libertà del Trentino-Alto Adige, Collegio Valsugana, Fiemme e Fassa (Gruppo CDU, poi UDR, poi Misto Il Centro UPD), membro e vice-presidente della Commissione Difesa; membro capogruppo CDU delle Commissioni Bilancio, Attuazione della Riforma amministrativa, Questioni Regionali;
 
2001-2006 eletto al Senato nella lista Casa delle libertà del Trentino-Alto Adige, Collegio Valsugana, Fiemme e Fassa, (gruppo UDC) membro capogruppo UDC della Commissione Difesa, della Commissione Infanzia e della Commissione Questioni Regionali; membro delle Assemblee del Consiglio d’Europa e della UEO, Vice- presidente e per un mandato anche Presidente della Commissione Ambiente, Agricoltura e poteri locali e regionali dell’Assemblea del Consiglio d’Europa, relatore di importanti atti dell’Assemblea del Consiglio d’Europa in materia di politiche per la montagna e politiche di collaborazione transconfinaria; relatore di importanti atti dell’Assemblea della UEO sulle politiche di sicurezza in Europa e negli USA.
 
2001-2006 capogruppo PPE al Consiglio d’Europa per la Commissione Ambiente, Agricoltura e poteri locali e regionali
 
2006 candidato individuale al Senato nel Collegio della Valsugana, Fiemme e Fassa per il partito Centro Popolare Autonomista (ottenendo l’11% dei voti); non eletto:
 
 2006-2011 rappresentante del Centro Popolare Autonomista presso gli organi della Democrazia Cristiana per le Autonomie e come tale partecipe al 1° Congresso del Popolo delle Libertà a Roma
 
dal 2009 Presidente e poi Coordinatore  del Centro Popolare, Trento
 
dal 2012 conferma di socio della Democrazia Cristiana e partecipazione al XIX Congresso di Roma, poi invalidato; nel XIX Congresso DC di Roma del 2018, validamente convocato dall'Assemblea dei soci autorizzata dal Tribunale di Roma nel 2016, eletto nel Consiglio Nazionale e nella Direzione della Democrazia Cristiana. Nel 2019 eletto Presidente del Consiglio Nazionale della Democrazia Cristiana.
 
[1] Per le attività nel Parlamento, nell'Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa e nell'Assemblea Parlamentare della UEO si rimanda ai rispettivi siti internet di Camera, Senato, Consiglio d'Europa e Unione Europea Occidentale.
 

Programma Unione dei DC elezioni comunali Trento 2020

di il 18 Settembre 2020 in elezioni, partiti politici con Nessun commento

Ci impegniamo ad attuare il programma di coalizione presentato dal candidato Sindaco Marcello Carli, con particolare attenzione ai seguenti punti
Famiglia e qualità della vita
Intendiamo partire dalla famiglia perché è nelle relazioni familiari che ognuno fonda il proprio benessere; nell’essere accolto e amato sempre.
Politiche attive per incoraggiare la formazione della famiglia fondata sul matrimonio, la sua stabilità con misure di sostegno nelle situazioni di difficoltà.
Impegno a fare in modo che una famiglia abbia un’abitazione adeguata.
Nella situazione di inverno demografico in cui ci troviamo il sostegno alla natalità è per noi un altro punto fondamentale.
Economia e lavoro
Intraprendere politiche attive, per il supporto ed il rafforzamento delle attività economiche esistenti e lo sviluppo di nuove attività.
Prevedere un piano per l’efficienza dell’Amministrazione Comunale, che valorizzi le capacità innovative, lo snellimento ed il contenimento dei costi.
Assicurare a Dolomiti Energia il supporto necessario nella sfida che deve affrontare per la riassegnazione delle concessioni di grande derivazione idroelettrica.
Mobilità
Intraprendere un’innovazione radicale, pianificando una rete di piste ciclabili, introducendo un vero e proprio car-sharing ed integrando tutti i vari sistemi di trasporto, pubblici e privati.
Trasformazione da seguire di pari passo con la realizzazione della nuova linea ferroviaria e dei collegamenti con le valli.
Prevedere nuovi parcheggi di attestamento, dove poter lasciare l’automobile per utilizzare i mezzi pubblici e/o quelli condivisi.

Edilizia ed Ambiente
Recupero gli immobili dismessi e da ristrutturare, limitando il consumo di suolo alle sole prime case.
Prevedere specifici piani di edilizia sociale; riservare particolare attenzione alle esigenze delle famiglie, soprattutto a quelle giovani ed a quelle numerose.
Pianificare strutture leggere per anziani, per l’invecchiamento attivo, la valorizzazione delle capacità residue ed il contenimento dei costi di assistenza.
Togliere l’IMU da tutte le abitazioni date in comodato ai figli.
Recuperare le aree inquinate di Trento nord.
Società, cultura e benessere
Coordinare e potenziare le varie forze dell’ordine ed adottare le misure di sicurezza previste, fino all’espulsione d’autorità di chi disturba o delinque.
Favorire l’associazionismo culturale, ricreativo, sportivo, nel volontariato, prevedendo specifico supporto negli adempimenti per l’organizzazione degli eventi; più in generale sviluppare tutte le opportunità di intessere relazioni sociali e una cittadinanza attiva. Sostegno specifico alle attività culturali dei giovani e degli studenti universitari.
Insediare nuove attività negli spazi rimasti liberi e recuperare gli edifici abbandonati, per contrastare il degrado e l’insediamento di attività illecite.
Sostenere e concedere patrocini solo a iniziative culturali coerenti con i valori della tutela della vita umana, dal concepimento al termine naturale, della famiglia naturale fondata sul matrimonio, della democrazia come partecipazione, dell’ambiente, della pace. Misure di prevenzione dell’aborto.
Coinvolgere persone immigrate richiedenti asilo in attività di volontariato ambientale.
Riscoprire e valorizzare la nostra storia
Dal Principato vescovile, simbolo di autogoverno a cavallo di due grandi culture, dal Clesio al Grande Concilio, a Martino Martini portatore di grandi aperture, da Alcide De Gasperi a Chiara Lubich, fondatrice di un movimento cristiano attivo a scala globale ed a molti altri, possiamo vantare nella nostra storia figure ed eventi che hanno avuto una rilevanza internazionale.
Possiamo e dobbiamo continuare a coltivare l’antica vocazione ecumenica di Trento, area di contatto e di mediazione, sia economica che culturale, fra le aree italiana e tedesca, con particolare attenzione al ruolo dell’Università.
Valorizzare gli edifici di culto anche dal punto di vista turistico, per intercettare il turismo religioso oltreché per consentirne la conservazione; modalità di fruizione che potrebbe costituire una nuova forma di comunicazione dell’avvenimento cristiano e della storia che ha generato; sarà poi da prevedere un impiego appropriato per gli edifici sacri non più officiati.
Dobbiamo valorizzare anche le identità degli antichi insediamenti frazionali tramite appositi investimenti sul patrimonio storico e in attività culturali; valorizzare la storia di Trento e il patrimonio che lo testimonia.
Fornire supporto alle iniziative di coordinamento delle attività commerciali medio piccole, tipiche dei centri storici, per consentire loro il recupero, almeno in parte, della competitività, così da assicurare il presidio del territorio ed in generale tutte le funzioni sociali che forniscono, tra cui il fattore di attrattività che un centro commerciale naturale come il centro storico può rappresentare.
Politiche giovanili
Siamo la coalizione con l’età media più bassa; raccogliamo quindi il disagio dei giovani talvolta costretti ad emigrare. Il nostro Ateneo è uno dei più apprezzati in Italia con 16.000 studenti. Costituiscono una grande risorsa per il territorio e meritano quindi maggiore attenzione in tema di servizi dedicati, opportunità culturali, sportive e ricreative, da realizzare in un fattivo coinvolgimento.

Renzo Gubert candidato DC lista Unione dei Democratici Cristiani alle elezioni comunali di Trento. Breve curriculum

di il 30 Agosto 2020 in elezioni con Nessun commento

Nato a Primiero nel 1944, risiede a Primiero San Martino di Castrozza e ha domicilio a Trento, Grotta di Villazzano. Primo di dieci figli, padre prima piccolo agricoltore e poi manovale edile, primierotto e madre della Val di Fiemme, orfana da bambina (padre morto sul lavoro da boscaiolo), casalinga e contadina. Quinta elementare e medie in Seminario diocesano a Trento, due anni da garzone a Primiero e poi diploma di ragioniere al Tambosi di Trento. Laureato con lode in Sociologia a Trento col prof. Franco Demarchi nel 1969, si perfeziona alla Cattolica di Milano (1969-73) e a New York (CUNY), nel 1972. Sposato con Maria Silvia Zecchini, professoressa di scienze naturali, i suoi originari della val di Ledro. Nove figli e finora 13 nipoti da cinque figli sposati. Un figlio, dottore di ricerca di sociologia, è carmelitano. Professore ordinario dal 1980, ha insegnato Sociologia (corso avanzato) all’Università Cattolica di Milano fino al 1982 e Sociologia urbano-rurale, poi Istituzioni di Sociologia II e da ultimo Sociologia delle comunità locali all’Università di Trento fino al 2019, salvo il periodo di aspettativa per mandato parlamentare. Per due mandati Direttore del Dipartimento di Teoria Storia e Ricerca Sociale presso la stessa università. Vicepresidente dell’Opera Universitaria e membro del Consiglio di Amministrazione dell’Università di Trento in rappresentanza dei professori ordinari per due mandati. Già vicepresidente dell’Associazione Italiana di Sociologia. Ha condotto numerose ricerche in Italia e all’estero, pubblicandone i risultati, su temi quali le aree di confine, le minoranze etniche, lo sviluppo delle aree montane, la condizione giovanile, l’autonomia, l’identità trentina, il sentimento di appartenenza territoriale, i valori in Italia, in Europa, in Cina, nel Sud-est asiatico, in Uganda, in Brasile e in Argentina. Ha svolto funzioni di consulenza, tra le altre, alla Provincia di Bolzano su temi della condizione giovanile e sulla domanda di bilinguismo, alla Provincia di Trento sulla prima lavorazione del legno e sui boscaioli, al Comprensorio delle Giudicarie sul Piano di sviluppo, al Comprensorio della Vallagarina sul piano per i centri storici minori, al Comune di Trento per il Piano del centro storico, alla Federazione provinciale delle scuole materne per la formazione dei gestori. E’ stato, tra gli altri, nel Comitato scientifico dell’Accademia Europea di Bolzano e Presidente del Comitato scientifico dell’Istituto di Sociologia Internazionale di Gorizia. Impegnato in associazioni cattoliche, è stato Presidente in Trentino della FUCI-AUCT e dell’Associazione Trentina della Famiglia, nonché responsabile provinciale del Sindacato delle Famiglie. Per molti anni Presidente della cooperativa per studenti universitari “Villa Pisoni” a Malga Fosse di Sotto a San Martino di Castrozza. Tra i fondatori in Trentino del Movimento per la Vita. Impegnato nel Movimento Popolare in Trentino. Ultimo segretario della Democrazia Cristiana Trentina dal 1992 al 1994, è stato responsabile provinciale del PPI e dei CDU nel cui Esecutivo nazionale è stato il responsabile dei settori Politiche sociali, Istruzione e ricerca e Famiglia. Attualmente è Presidente del Centro Popolare, che ha stabilito dal 2019 una forma stabile di collaborazione con la Democrazia Cristiana, per la riattivazione della quale si è impegnato a livello nazionale dal 2012, diventandone nel 2019, poco dopo il XIX Congresso del 2018, Presidente del Consiglio Nazionale. E’ stato consigliere comunale capogruppo DC a Tonadico e a Fiera di Primiero, assessore all’Urbanistica del Comprensorio di Primiero, parlamentare dal 1994 al 2006 ( prima nel PPI, poi nei CDU, nell’UDR, nel Il Centro-UPD e ultimamente nel gruppo UDC). Ha lavorato nelle Commissioni Agricoltura, Bilancio, Difesa (con il ruolo di vicepresidente) Questioni regionali, Infanzia (con il ruolo di vicepresidente). E’ stato membro dal 2001 al 2006 dell’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa e Presidente della sua Commissione Ambiente, Agricoltura e Poteri Locali e Regionali. Presidente dell’Associazione parlamentare Amici della Cina negli anni del mandato parlamentare (ed ora Presidente onorario), ha guidato in Cina numerose missioni parlamentari ed è stato insignito di onorificenza governativa cinese “Amico della Cina” al primo suo conferimento. Attuale professione: micro-agricoltore e micro-allevatore a Primiero e a Trento per un’alimentazione familiare a “chilometri zero” e ricercatore per passione sui dati delle indagini sui valori.30 Agosto 2020

A quando lo sblocco della causa di beatificazione di Alcide Degasperi da parte del vescovo di Trento?

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ome ormai da molti anni, il Centro Studi su Alcide Degasperi di Borgo Valsugana, presieduto in questi anni dall’on. Aldo Degaudenz, ha organizzato a Borgo la Santa Messa in suffragio di Alcide Degasperi proprio nell’anniversario (66 anni) della morte, il 19 agosto. Di solito prima della Messa organizzava un’iniziativa culturale su Degasperi “uomo e cristiano”. Prima ancora erano parlamentari del CDU, Buttiglione e parlamentari CDU in Trentino, con la partecipazione dell’on. Ebner, eurodeputato del PPE, a organizzare nell’occasione un incontro politico sulle prospettive di impegno politico ispirato al pensiero sociale cristiano, richiamando la figura di Degasperi. Causa Covid 19 quest’anno il Centro ha rinunciato all’incontro culturale. Tuttavia la celebrazione della Messa da parte dell’arcivescovo di Trento, mons. Lauro Tisi non ha mancato di esprimere con forza le qualità umane e cristiane di Alcide Degasperi, quest’anno valendosi, accentuando qualche tono, anche della bellissima “lectio magistralis” tenuta, per iniziativa della Fondazione Trentina Alcide Degasperi, il giorno 18 a Pieve Tesino da parte della Presidente della Corte Costituzionale prof. Marta Cartabia.

Un tempo erano il fratello dell’arcivescovo Sartori, postulatore della causa di beatificazione, e mons. Costa, di Borgo, a tenere l’omelia, illustrando soprattutto le doti cristiane di Alcide Degasperi. Poi fu direttamente mons. Bressan, arcivescovo, a farlo, pur con toni meno forti. Da buon diplomatico sapeva, infatti, che non poteva entrare in contraddizione con il fermo che la causa di beatificazione di Degasperi aveva subito proprio da parte sua, ordinario della diocesi, di fronte alle riserve e contrarietà espresse dalle autorità ecclesiali della diocesi di Bolzano-Bressanone per motivi esclusivamente “politici” (le decisioni del patto Degasperi- Gruber avrebbero sacrificato, con inganno (?), l’autonomia sudtirolese, inserendola nel “quadro regionale” che comprendeva anche il Trentino).

Tutt’altro il taglio delle omelie di mons. Tisi, fin dall’inizio del suo magistero episcopale. Gli accenti volti a evidenziare le virtù eccezionali di Alcide Degasperi, innanzitutto come cristiano e poi come uomo e come politico, sono stati sempre forti. Nell’omelia ultima, alla domanda lasciata aperta dalla prof. Marta Cartabia sull’origine in Degasperi della sua eccezionale capacità umana e politica di portare in porto la Costituzione e di governare “dal centro”, inteso come capacità di fare sintesi delle varie posizioni, mons. Tisi, come penso molti dei democratici cristiani presenti a Pieve e a Borgo per la Messa, dà la risposta: le virtù umane e politiche di Degasperi venivano dal suo vivere il Vangelo di Gesù Cristo, pur con il contributo di altri elementi umani, richiamati nella “lectio” come il suo essere “uomo di confine”.

Non è la prima volta che, di fronte a una posizione forte di mons. Tisi, gli venga posta la domanda del perché, di fronte alle eccezionali virtù umane e cristiane di Alcide Degasperi, non provveda a sbloccare la causa di beatificazione nella sua fase preliminare diocesana. Il 19 scorso il contrasto fra ciò che viene detto e ciò viene fatto sulla causa di beatificazione era così evidente che per un attimo mi è venuta la tentazione di imitare Paolo Sorbi (che aveva tutt’altre motivazioni), gridandolo in chiesa. Ma dopo la messa, sul sagrato della chiesa, non ero l’unico a rilevare la contraddizione. Possibile che motivi etnico-politici, tra l’altro presenti in un’altra diocesi, si sacrifichi la segnalazione alla comunità cristiana, almeno per la fase preliminare diocesana, delle straordinarie virtù umane e cristiane di un uomo politico, certamente di rilievo nazionale ed europeo? La comunità cristiana, anche diocesana, è frantumata politicamente. E non solo per differenze di valutazione sui problemi, ma anche sul senso stesso dell’impegno politico. Dei documenti al riguardo del Concilio Vaticano II nessuno più parla. Basta celebrare Degasperi nelle omelie una volta l’anno? Spero che mons. Tisi ripensi la sua scelta e faccia proseguire il cammino delle procedure canoniche previste. La DC nazionale ha deciso di sostenere tale cammino.

Pubblicato dal Trentino

Sinistra e destra: osservazioni a Vincenzo Passerini

di il 28 Agosto 2020 in partiti politici con Nessun commento

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Sul Trentino di giovedì 27 agosto Vincenzo Passerini torna sulla questione delle grandi disuguaglianze economiche, soprattutto a scala globale, evidenziando come solo la sinistra politica tende ad eliminarle, mentre la destra fa l’opposto, ossia le favorisce e le valorizza in quanto “motori della storia”. Si tratterebbe di una differenza ineliminabile fra destra e sinistra, legata al fatto che per la prima esse sono “naturali” , mentre per la seconda sono un prodotto dell’organizzazione economica e politica, cambiando la quale le disuguaglianze possono venir rimosse.

Può sorprendere che dopo i fallimenti di tentativi utopistici e quelli ben più pesanti dei regimi comunisti vi sia ancora qualcuno che ripropone pari pari l’ideologia di Marx ed Engels, che è stata la base dei tentativi di Lenin, Stalin, Mao Tse Tung di realizzare quei cambiamenti strutturali socio-economici che avrebbero prodotto l’uguaglianza, non facendosi scrupoli di usare la violenza e lo sterminio di intere categorie di persone per realizzarli. Forse Vincenzo Passerini, nella foga del sostenere la sinistra in prossimità delle prossime elezioni, si è lasciato prender la mano, riprendendo posizioni tipiche del “sessantottismo” più acritico, per cui le colpe sono del “capitalismo”, che va combattuto come il sistema che genera il massimo “male” sociale.

Anche depurato da riminiscenze sessantottine marxisteggianti, l’intervento di Passerini sollecita ulteriori riflessioni. La prima è la riduzione dello spazio politico alla contrapposizione di destra e sinistra. Da ricerche ripetute la distribuzione delle persone in merito alle preferenze politiche non è dicotomica, ma lungo un continuum, che vede la maggiore concentrazione sulle posizioni centrali, a “campana”. Ed è proprio questa preponderanza del centro che consente di combinare la libertà che consente alle diversità di esprimersi e la solidarietà di evitare che una libertà senza regole e limiti generi disuguaglianze eccessive negative per il buon funzionamento di una società. Il movimento cattolico e quello socialdemocratico sono stati e sono la traduzione politica di queste posizioni di conciliazione, che consentono di beneficiare del dinamismo della libertà e del suo temperamento grazie a solidarietà, istituzionalizzata e non. E si è trattato e si tratta di una scelta, non di un ripiego perché cambiare le strutture economiche è difficile, come afferma Passerini.

Una seconda riflessione riguarda l’enfasi che Passerini e la sinistra che egli desidera danno alla disuguaglianza misurata in entità del patrimonio (e del reddito). La misura dovrebbe essere in “qualità della vita”, della quale patrimonio e reddito sono solo dei componenti. E’ un limite diffuso a ogni livello delle organizzazioni che si occupano di economia, ma che dovrebbe essere evidenziato, come già tenta di fare l’ONU. Continuare a fare del PIL il criterio di giudizio su uguaglianza o disuguaglianza della qualità della vita è un cadere in un economicismo che chi ha una concezione umanistica della qualità della vita dovrebbe evitare. E allora de disuguaglianze potrebbero avere altri sapori e la sapienza biblica, e non solo, dello stato “medio” e della temperanza potrebbe insegnare qualcosa anche nel valutare la qualità della vita di chi ha troppo, magari rendendolo infelice o asservito al denaro e al possedere, come nel valutare quella di chi vive senza grandi patrimoni. Ricordo la mia famiglia di origine, come tante altre, povera di mezzi economici, ma ricca di altre cose che contano. Senza invidie sociali.

Da ultimo una riflessione sull’affermazione di Passerini che il voler ridurre le tasse “vuole aumentare le disuguaglianze”. Dottrinarismo, che dimentica la variabile interveniente più importante, la qualità nell’uso dei proventi della tassazione. Si può ridurre le tasse e migliorare la qualità della vita anche di chi è povero e si possono aumentare le tasse e spendere il ricavato in modo da peggiorare la qualità della vita di chi ha più necessità di aiuto. Troppe tasse inaridiscono la fonte del prelievo fiscale. In effetti la sinistra non lo vuol capire, come per contro senza risorse pubbliche manca uno degli strumenti della solidarietà. L’equilibrio, ancora una volta, sta nelle politiche di centro.

IRRILEVANTE PER UN CREDENTE VOTARE PER UN SINDACO CHE SI DICE ATEO?

 l’Adige del 10 giugno pubblica una lettera di Tullio Martinelli (forse è un vecchio mio compagno di Seminario) che, commentando negativamente dichiarazioni di Baracetti sull’ateismo del candidato sindaco delle sinistre Ianeselli, chiama in causa anche me attribuendomi la dichiarazione, evidentemente da lui considerata aberrante, che “la destra è più cristiana della sinistra”.

Si tratta di una strumentalizzazione della religione, afferma Martinelli, come quella sui crocefissi o sulla corona del rosario.

Il tema sollevato ha una portata assai più ampia. La fede religiosa ha impatto sui comportamenti? Difficile negarlo. E tra questi comportamenti, vi sono anche quelli politici? Altrettanto difficile negarlo. E nel valutare l’affidabilità di un politico, a qualsiasi livello, è sbagliato tener conto delle probabili  conseguenze sui suoi comportamenti nel governare della sua fede religiosa? Perché mai tenerne conto sarebbe solo “strumentalizzazione”?

Ovviamente la fede religiosa non è l’unico carattere che può incidere sulle scelte di interesse per la collettività, e quindi sarebbe riduttivo basare solo su di essa il giudizio sull’affidabilità di una persona, ma certamente essa segnala i “valori ultimi” ai quali una persona fa riferimento. E qui da sociologo che ha studiato “valori” da una vita, con ricerche empiriche su campioni rappresentativi, in tutti i continenti, non posso non constatare come le persone più religiose sono più attente ai valori della difesa della vita umana anche nei momenti della sua massima debolezza, all’inizio e alla fine, sono più sensibili al valore della stabilità e all’unità della famiglia naturale fatta da uomo e donna, sentono di più il valore del legame alla comunità civile della quale fanno parte, specie quella locale,  unendo in ciò anche un più ampio senso di fratellanza universale. Quest’ultimo carattere, soprattutto, distingue il centro dalla destra, per la quale  il legame con la “patria” intesa come comunità nazionale è dominante se non esclusivo sia nei confronti della Heimat locale che della comunità universale, ma per gli altri due caratteri la destra si caratterizza per condividerli assai di più della sinistra, che segue impostazioni di relativismo etico individualista.

Anche per queste considerazioni vale il fatto che le risposte alla attuale “sfida antropologica” e i sentimenti di appartenenza socio-territoriale non sono gli unici elementi per valutare l’affidabilità di un politico per il perseguimento del bene comune così come una persona lo concepisce, ma se qualcuno ritiene, come me e tanti altri, che essi siano molto importanti nella gerarchia di valori, non vedo perché il dirlo sia strumentalizzazione della religione. Chi è religioso, da noi cristiano, crede in un fondamento ultimo dei principi etici, il volere di Dio, fondamento che invece manca all’ateo, che riconduce tutto a decisioni degli uomini,  e quindi sempre rideterminabili (concezione relativista). Per chi crede in Dio un ateo è meno affidabile in linea generale di un credente, perché il criterio di giudizio su scelte nel caso dell’ateo ha fondamenti assai più fragili, fermo restando che vi possono essere credenti (deboli) meno affidabili di atei (che almeno possono condividere profonde convinzioni umaniste, anche se convenzionali).  Il giudizio di Baracetti su Ianeselli esprime quindi un sentimento di ovvia diffidenza di un credente verso chi ha altri valori “ultimi”, ha altre concezioni del senso della vita e del mondo. Non è “strumentalizzazione”; semmai una “semplificazione”, estendendo a una singola persona un giudizio che invece vale, a mio avviso, e solo probabilisticamente, per un’intera categoria.

Orari esercizi commerciali e festività

di il 15 Luglio 2020 in COMMERCIO, famiglia, religione con Nessun commento

Paolo Piccoli: per risolvere le dissonanze derivanti dalla sua scelta di sinistra muta i connotati politici di Alcide Degasperi

Lettera inviata al Direttore de l’Adige

Su l’Adige di domenica 5 luglio in prima pagina è riportato un commento critico di Paolo Piccoli alla presentazione il giorno precedente del candidato sindaco di Trento Marcello Carli davanti al monumento ad Alcide Degasperi che la DC volle erigere in piazza Venezia. Secondo il notaio, già segretario provinciale della DC ed ora capolista di una lista di appoggio al candidato sindaco della sinistra Ianeselli, si sarebbe trattato di una indebita appropriazione della figura di Degasperi. Evidentemente c’è qualcosa che rimorde la coscienza dell’amico Paolo Piccoli: gli suona un evidente rimprovero non solo da parte degli zii Flaminio e Nilo Piccoli, ma dello stesso Alcide Degasperi, il fatto che abbia abbandonato ogni sentimento di appartenenza al loro partito, la Democrazia Cristiana, per schierarsi con un candidato sindaco che con il cattolicesimo politico e sociale non solo non ha nulla a che vedere, ma che su principi non negoziabili per un cattolico, come la tutela della vita dal concepimento alla morte naturale, sul riconoscimento che la famiglia è quella fondata sul matrimonio di uomo e donna e sulla tutela della piena libertà di educazione, si trova su posizioni opposte.

E allora nega legittimità a rivendicare una continuità di valori e di prospettiva politica a una candidatura che, invece, ad Alcide Degasperi, ma anche a Flaminio Piccoli, del quale Paolo è stato collaboratore a Roma, si richiama. E tace sul fatto non solo che Marcello Carli è stato, ancor giovane, impegnato nella DC di Piccoli e poi in formazioni di ispirazione cristiana come l’Unione Democratico-Cristiana e di Centro, ma tace anche sul fatto che a sostegno di tale candidatura si è schierata la Democrazia Cristiana, partito che ha ripreso l’attività a seguito di sentenze definitive che hanno stabilito in modo definitivo che la DC non è mai stata sciolta. Ricordo che al riguardo mi chiamò a casa sua Flaminio Piccoli, per invitarmi a seguirlo nel suo progetto di ripresa della DC. Questo suo progetto non riuscì, ma ne riuscì uno successivo, dopo la sentenza della Cassazione del 2010, ed ora la DC di Degasperi, di Sturzo e di Moro (queste le figure richiamate nella tessera) è strutturata in tutte le regioni, compreso il Trentino. Proprio giovedì scorso si è tenuta a Roma l’Assemblea della Federazione popolare dei democratici cristiani, sorta per iniziativa della DC per ricomporre la diaspora dei democratici cristiani e dei popolari, ed ha scelto il simbolo per le prossime elezioni, lo scudo crociato, nel quale si riconoscono anche l’UDC e il CDU che tale simbolo avevano utilizzato, con varianti. E a piazza Venezia, futuro piazzale Degasperi, a sostegno della candidatura di Marcello Carli, già vicepresidente di un’associazione cattolica di imprenditori e dirigenti, c’era lo scudo crociato della Federazione e c’erano esponenti della DC trentina.

E’ curioso che Paolo Piccoli censuri il riferimento, anche nei simboli, ad Alcide Degasperi da parte di coloro che del partito fondato e retto da Degasperi fanno tuttora parte, a partire da sue scelte di sostegno a chi fa riferimento a ideologie e prassi che Degasperi combattè da posizioni di centro. Sorprende che un esperto di storia della DC come Paolo Piccoli travisi il senso di una frase detta da Degasperi a un comizio a Predazzo (il senso era la sensibilità alla giustizia e alla solidarietà sociali) per far passare l’idea che Degasperi voleva una DC alleata della sinistra. Per la verità non sorprende poi tanto: la psicologia insegna che in caso di dissonanza interna in una persona, questa cerchi modo impropri di risolverla, convincendosi che siano vere cose che non lo sono. E’ quanto ripetevano esponenti del PPI quando hanno provocato la spaccatura del PPI di Martinazzoli, arrivando alla fine a dissolversi nell’erede principale del PCI, il PD. Degasperi era un democratico cristiano e come tale rifiutava sia gli autoritarismo di destra e di sinistra e univa a ciò l’ispirazione alla dottrina sociale della Chiesa, che a partire da Leone XIII, ha inaugurato una nuova storia del cattolicesimo politico. Mi dispiace che la persona che, in situazione personale mia di grande incertezza, mi incoraggiò in modo decisivo a scegliere l’impegno nella DC come candidato al Parlamento, giunga ora a manipolare la figura di Alcide Degasperi,  trasformandolo in un sostenitore della sinistra, tacendo, allo scopo dei molti pronunciamenti e delle molte scelte che lo hanno fatto avversario deciso della sinistra dei suoi tempi. Ora la sinistra è cambiata, certo, ma in peggio con riferimento ai valori dell’umanesimo  cristiano attinente a principi non negoziabili.  E Paolo Piccoli tace al riguardo.

FINORA NON PUBBLICATA

Congresso mondiale sulla famiglia a Verona; giuste le critiche di area cattolica di essere troppo di parte?

Penso giusto in una rubrica intitolata “Dialogo aperto”, non limitarsi a dire la propria, ma rispondere a chi esprime critiche a quanto si è detto, sperando che ciò sia la premessa per far crescere il dialogo nella comunità cristiana. Per questo Le scrivo in risposta a una lettera pubblicata su V.T. del 14 aprile a firma di Giuseppe Valentini (che non conosco). La mia lettera pubblicata la settimana precedente, critica nei confronti del Suo editoriale in merito al Congresso Mondiale delle Famiglie di Verona, gli ha lasciato “ l’amaro in bocca”. Vengo accusato, assieme all’autrice di un’altra lettera, di non “leggere la parola fondante della famiglia stessa: amore e accoglienza”. Non capisco il nesso con quanto avevo rilevato criticamente, ossia l’accusa da Lei mossa al Congresso di Verona di essere “di parte” e il rilievo prioritario che i cattolici dovrebbero dare al problema demografico anziché ai problemi dell’aborto e della natura della famiglia, unione stabile di uomo e donna aperta alla procreazione. Perché quanto da me rilevato sarebbe trascurare il fondamento della famiglia, ossia amore e accoglienza, o addirittura espressione di “supponenza se non odio”?

Il problema, per Valentini, starebbe nel non essere “accoglienti” verso le diversità. Certamente ho cercato e cerco di educare i miei cinque figli e le mie quattro figlie a vivere la loro sessualità in modo normale, vale a dire in accordo con il loro sesso genetico e biologico e mi dispiacerebbe se ciò non accadesse. Se ci fossero dei problemi (per ora grazie a Dio non ci sono), cercherei di aiutarli per superarli, come mi auguro che cultura, scienza e politica cerchino di aiutare a superarli coloro che ne soffrono. Lo stesso vale per le scelte di fare famiglia; cerco di far capire ai miei figli che i rapporti sessuali non sono un gioco erotico, ma vanno riservati alla coppia che ha assunto le sue responsabilità reciproche e verso i figli. Da cristiani i rapporti sessuali assumono in più un significato ancora più grande, quello di essere “sacramento di Grazia” l’uno per l’altro. E cerco di conseguenza che cultura e politica si pongano l’obiettivo di favorire la stabilità della famiglia, la fedeltà tra i coniugi, e cerco che la Chiesa non abbia timore a dire, come fece un vescovo di New York, Fulton Sheen, che è bene “essere in tre per sposarsi” (e il terzo è Dio) e che ha un grande valore la verginità prima del matrimonio, tra l’altro occasione per approfondire i rapporti di coppia anche sul piano spirituale e culturale, premessa per la stabilità futura. E per questo sarei sordo ai principi morali dell’accoglienza e dell’amore?

Ancor più strano il richiamo di tali principi che Valentini fa a proposito dell’aborto in caso di gravidanza indesiderata o di una gravidanza in presenza di una anomalia del nascituro. Mi sembrerebbe di poter dire che se si è animati da amore e accoglienza, per prima cosa si dovrebbero accogliere i figli già vivi nel grembo materno anche se indesiderati o se con delle anomalie. Forse che essi non sono esseri umani, e per di più inermi, in stato di debolezza? Dov’è la coerenza con i principi morali di amore e accoglienza se si legittima l’uccisione di un essere umano, perché scomodo? O almeno si ha “comprensione” per tale uccisione? Ci si scandalizza, da ipocriti, per l’evidenza di una statuina che riproduce il feto d’uomo a pochi mesi dal concepimento e si tace sul fatto che la realtà nei reparti di ginecologia, sostenuti con i denari di tutti, è assai peggiore, con feti d’uomo estratti fatti a pezzi e poi messi tra i “rifiuti speciali”. E si viene a dire che in fondo va bene perché si evitano aborti clandestini? Certo mi impegno per evitare che tali uccisioni “seriali” trovino il sostegno dei pubblici poteri e della cultura dominante. E mi permetto di criticare il mio settimanale diocesano quando scrive in un editoriale che il dire chiaramente queste cose è “di parte”, anche se l’accusa di essere di parte è dovuta, come credo, al fatto che l’iniziativa non era stata presa dalle organizzazioni ecclesiali ufficiali, come molte prese di posizione critiche e di presa di distanza lasciano intuire. “Io sono di Paolo e io sono di Apollo”: il quadro condannato da San Paolo si è ripetuto e la Chiesa Italiana ne è stata vittima. E il risultato è il disorientamento perfino su principi morali fondamentali. Bene!, Anzi male, malissimo.

scritto 14 aprile 2019

Che senso ha dare diritto di voto agli adolescenti?

Mi chiedo quali siano le ragioni per le quali i responsabili delle politiche nazionali, europee e globali hanno tributato enorme attenzione e testimoniato grande accondiscendenza alle manifestazioni che giovani teen-ager hanno tenuto in molti paesi, specie occidentali, per denunciare la necessità di cambiare modello di sviluppo, dando molta più importanza alle tematiche ambientali, con particolare attenzione ai cambiamenti climatici. In Italia è poi bastato che un ex-presidente del Consiglio del PD, ritiratosi dalla politica attiva, proponesse di dare il diritto di voto ai sedicenni per sentire un coro entusiasta di consensi, dalla sinistra alla destra, con rivendicazioni di primogeniture nella proposta.

Se in una famiglia i figli adolescenti fanno valutazioni critiche sulla conduzione familiare, di solito i genitori o i fratelli o sorelle maggiori cercano di esporre le ragioni per le quali si sono adottate certe condotte o fissato certe regole. Se gli adulti della famiglia seguissero entusiasti le critiche dei familiari adolescenti verrebbe da chiedersi se hanno quello che in trentino si direbbe un po’ di “scraiz”, ossia un po’ di intelligente buon senso nell’esercitare il loro ruolo educativo.

Sociologia, psicologia, antropologia culturale sono unanimi nel riconoscere che nella società moderna si diventa adulti molto più tardi di un tempo. I nostri genitori e molti di quelli di noi con i capelli grigi, a 14 anni (ma informalmente anche prima) andavano a lavorare, contribuendo alle spese della famiglia di origine e mettendo da parte risorse per la propria futura. Le ragazze preparavano la dote. Fatto il servizio militare si pensava a metter su famiglia, entrando nel mondo degli adulti. Ora l’istruzione obbligatoria, in varie forme, arriva ai 18 anni di età, percentuali alte proseguono gli studi e si arriva a superare i cinque lustri prima di affacciarsi al mondo del lavoro. Se ci sono difficoltà per il lavoro, si vive da disoccupati o precari per anni. Per farsi una famiglia c’è tempo, la sessualità è largamente gestita in forma ludica e provvisoria, senza assumersi la responsabilità verso il partner e verso figli. Troppo chiedere decisioni definitive e stabili. E’ di fatto un’adolescenza prolungata. Ebbene, non si capisce perché di fronte a un’età adulta che ritarda, anche psicologicamente, debba invece essere anticipata la responsabilità di determinare le scelte collettive, da sempre prerogativa dello status di adulto, che ha imparato ad assumersi almeno la responsabilità di un lavoro e di formarsi una famiglia. Dapprima la maggiore età era a 21 anni, poi si è portata a 18. Ed ora è difficile che si possa pensare che, dando il diritto di voto a 16 anni, non si debba riconoscere a 16 anni la maturità propria della maggiore età, con grandi conseguenze sociali.

Ritorna la domanda: per quali ragioni persone di ogni orientamento politico vogliono dare il diritto di decidere sul futuro della comunità locale, nazionale ed europea ad adolescenti che non hanno ancora dimostrato di sapersi assumere responsabilità di adulti?

La spinta è certamente venuta dalle manifestazioni ambientaliste guidate da una sedicenne del Nord Europa, molto partecipate. Si è scambiata la mobilitazione di teen-ager che ha le stesse caratteristiche di quella che avviene per una concerto all’aperto di un cantante alla moda per segnale di maturità politica. La comunicazione detta “social” (ma l’altra cos’è?) rende facile ritrovarsi per qualche happening. E’ bello fare qualcosa di inconsueto. Che molti autorevoli scienziati italiani (ma non solo) abbiano richiamato la prudenza nello spiegare le variazioni climatiche come effetto delle attività umane (senza considerare i cicli dell’attività solare) è per tali giovani irrilevante, eppure dicono che bisogna seguire gli scienziati!

Se non ricordo male, negli anni Sessanta i giovani pensavano ai 3M (mestiere, moglie, macchina) e ciò era giudicato un po’ troppo conformista e “materialista”. Oggi i seguaci della sedicenne nordica pensano a studiare senza sapere che mestiere faranno, rimandano a dopo i trent’anni il tentare di fare una famiglia, almeno provvisoria, ma non rinunciano alla macchina con i soldi di papà. E si adattano anche a una che usa petrolio, nonostante il denunciato “effetto serra”. Ma si credono non conformisti; a New York per l’ONU la loro portabandiera va in barca a vela (e il ritorno?). Possibile che tanti adulti non capiscano la portata di effimero che hanno le mode adolescenziali?

scritto 3 ottobre 2019

Utile una ricerca valutativa sull’uso dei fondi per la cooperazione internazionale

Sul Trentino dell’11 maggio è riportata una lunga intervista a una responsabile di un’associazione che opera per lo sviluppo, nel caso specifico illustrando le iniziative a favore di una zona periferica del Vietnam. L’annuncio di una riduzione dei fondi provinciali per la solidarietà internazionale, vista la loro non trascurabile entità, metterebbe in crisi progetti e possibilità di mantenere l’attuale numero di dipendenti.

Non si tratta che di una delle realtà associative operanti nel settore che ha espresso forti critiche circa il ventilato dimezzamento dei fondi provinciali destinati alla solidarietà internazionali. Senza pretendere di avere in ogni caso ragione, sulla base di molte esperienze a stretto contatto con iniziative di sviluppo e di aiuto internazionale, in America Latina (Brasile e Argentina) e in Africa (Uganda), ho maturato alcune convinzioni.

La prima è che la solidarietà anche in termini economici con popolazioni povere non è compito solo delle agenzie internazionali, governative e non, ma può e deve investire tutti i livlli nei quali si struttura la vita collettiva, dai più piccoli, come le comunità locali, ai più grandi. A fatica si è maturata una sensibilità al riguardo in Italia e anche in Trentino e si è deciso di sacrificare una parte delle proprie risorse per aiutare chi è in condizioni di indigenza, tanto più se in qualche caso (vedi il Chaco, in Argentina) erano in condizioni difficili discendenti di trentini. Saggiamente non ci si è limitati da dare il pesce a chi aveva fame (e carestie ce ne sono sempre), ma si è puntato per lo più a insegnare a pescare, fornendo la canna, l’amo e l’esca. Più rischiose iniziative per costruire rapporti di pace tra popolazioni in guerra, come accaduto ad es. nella ex Jugoslavia. Sempre difficile misurarne l’efficacia e decidere quando il compito si può dire finito, ma comunque si tratta di “costruire la pace”, compito importante quanto aiutare lo sviluppo.

La seconda convinzione è che, dovendo dare all’impiego di risorse una scala di priorità, questa, accanto alla solidarietà con chi ha origini nella nostra terra, deve tener conto della condizione di bisogno non solo della popolazione che si intende aiutare, ma anche della società più ampia, dello Stato, nella quale tale popolazione è inserita. Se una nazione dal punto di vista economico ha raggiunto sufficienti livelli di benessere, il dovere di rimediare alle indigenze interne spetta innanzitutto ad essa. Tanto più se al suo interno vi sono forti disuguaglianze, per cui le condizioni di indigenza sono correlate all’esistenza di pochi ricchi cui importa poco correggere la situazione a favore dei più poveri. In Brasile e in Argentina, ad es., vi sono ceti molto ricchi e popolazioni molto povere. Se pensiamo noi a risolvere i loro problemi di povertà (o di contribuire a risolverli), esoneriamo il Paese a pensarvi. Prioritario è, a mio avviso, aiutare popolazioni povere in Stati poveri, in difficoltà ad assicurare a tutti livelli dignitosi di vita. Per tornare alle mie esperienze dirette, gli aiuti alla regione del Karamoja, in Uganda, dovrebbero essere prioritari rispetto a quelli in paesi in forte crescita o con livelli più alti di reddito, come il Brasile o il Vietnam.

Se posso dare un consiglio, primo compito della Provincia e della Regione in tema di cooperazione internazionale dovrebbe essere una verifica del rispetto di criteri di priorità, da definire con il concorso anche di chi sul campo opera e da adeguate ricerche valutative dei risultati. Se il taglio dei fondi è un modo di manifestare una qualche insoddisfazione circa le azioni di aiuto e di sviluppo condotte e in atto, assai meglio è una loro valutazione, combinata con un insieme di criteri di priorità. I sacrifici che anche i trentini sono chiamati a fare per la solidarietà tra popolazioni anche lontane sarebbero meglio capiti.

scritto 11 maggio 2019

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